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Guida al KENYA
A cura di Fabio Miggiano
Se non fosse stato per le esplorazioni nell'Africa orientale, la
parola swahili safari (letteralmente, viaggio) non avrebbe avuto
nessun significato per il resto del mondo. Considerato dagli
antropologi come la "culla dell'umanità", il Kenya è anche il
cuore dei safari africani, in cui vivono le più diverse specie di
animali selvatici di tutto il continente. Per quanto possiate aver
visto decine di film su Tarzan, nulla è in grado di prepararvi
allo spettacolo dell'annuale migrazione in massa degli animali
selvatici.
Purtroppo il carattere selvaggio del paese non è circoscritto agli
spazi aperti: la micro-criminalità nei centri urbani del Kenya è
una delle poche industrie in espansione del Paese. Dal momento che
l'unico effetto che può ottenere un qualunque contatto con la
polizia è quello di uno scambio di denaro, avete maggiori
possibilità di conservare i vostri averi passeggiando tra un
branco di leoni con una gazzella legata al fianco. Tuttavia, a chi
ha un po' di coraggio, il Kenya offre meravigliosi parchi
faunistici, spiagge incontaminate, splendide barriere coralline,
cime maestose e antiche città swahili.
IL PAESE
Kenya in cifre
Capitale
Nairobi
Superficie
582.650 kmq
Abitanti
31.639.091 (tasso di crescita demografica 1,27%)
Abitanti capitale
2.411.900 (3.064.800 ab. nell'area metropolitana)
Religione
protestanti, cattolici, musulmani, animisti, riti e credenze
indigene, altre religioni
Geografia e territorio
Mappa Tunisia
Click per ingrandire
Situato sulla costa orientale dell'Africa, il Kenya è attraversato
dall'equatore e confina con la Somalia, l'Etiopia, il Sudan,
l'Uganda e la Tanzania. Le sue coste sono lambite dall'Oceano
Indiano, mentre all'interno il Lago Vittoria segna il confine con
i vicini occidentali.
La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali, in cui si
trovano i paesaggi più spettacolari, costituisce la spina dorsale
del Paese. L'umida fascia costiera comprende l'estuario del fiume
Tama e un tratto di belle spiagge. Nel Kenya occidentale si
trovano i fertili terreni a ridosso del Lago Vittoria e alcuni
splendidi parchi faunistici. I territori più selvaggi, rimasti
incontaminati dal mondo moderno, si estendono nella vasta e arida
regione nordorientale.
Le vaste pianure meridionali sono punteggiate da acacie a
ombrello, arbusti spinosi e dai caratteristici baobab a forma di
bottiglia. Gli alti pendii del monte Elgon e del monte Kenya sono
ricoperti da foreste di bambù e, più in alto ancora, crescono i
bizzarri seneci, dagli enormi fiori a forma di cavolo, e le
lobelie giganti, dalle lunghe spighe.
Se siete più interessati a mammiferi e volatili, visitate i ricchi
parchi faunistici. In almeno due dei più vasti parchi avrete la
possibilità di osservare leoni, bufali, leopardi, elefanti e
rinoceronti in tutta libertà. Gli animali in pericolo di
estinzione, come il rinoceronte nero, stanno lentamente tornando
ed è possibile visitare le riserve create appositamente per queste
specie nei parchi nazionali di Tsavo e del Lago Nakuru.
Popolazione
Esistono più di settanta tribù tra gli africani del Kenya. Le
differenze tra molti gruppi tribali si sono andate smussando nel
tempo, in quanto i valori della cultura occidentale tendono a
imporsi, distruggendo le tradizioni. Tuttavia, sebbene l'africano
medio si stia apparentemente allontanando dalle tradizioni
tribali, l'appartenenza a una tribù rimane ancora l'elemento più
importante dell'identità personale. Tra i grandi gruppi tribali
ricordiamo i Masai, i Meru, i Samburu, gli Swahili e i Turkana.
Clima
Le condizioni atmosferiche del Kenya variano enormemente da una
zona all'altra. Il clima della Rift Valley è quello più piacevole,
mentre nelle aride brughiere e nelle regioni semidesertiche la
temperatura può raggiungere e superare i 40°C di giorno e scendere
a 20°C la sera. Le regioni occidentali e la costa sono
generalmente calde e umide tutto l'anno. La stagione delle piogge
va da marzo a maggio (grandi piogge) e da ottobre a dicembre
(piccole piogge).
Fuso orario e ora locale
In Kenya vi sono 2 ore in più rispetto all’Italia (quando in
Italia sono le 12 in Kenya sono le 14), 1 ora soltanto nel periodo
in cui in Italia è in vigore l'ora legale. Ricordatevi che la
definizione del tempo in swahili è sfasata di 6 ore rispetto alla
nostra: mezzogiorno e mezzanotte sono le 6 (saa sitta), le 7 e le
19 sono l'una (saa moja). Non dovete far altro che aggiungere o
sottrarre sei ore all'ora che vi viene indicata e si spera che,
dal contesto, capiate se vi stanno parlando delle ore del mattino
o del pomeriggio! Non vi succederà spesso se non parlate swahili,
ma è meglio saperlo.
Lingua
L'inglese e lo kiswahili sono le due lingue ufficiali e vengono
insegnate in tutto il Paese, ma esistono molte altre lingue
tribali, tra cui il kikuyu, il luhia, il luo, il kikamba e una
grande quantità di lingue tribali minori. È estremamente utile per
il turista avere un'infarinatura sia pure superficiale dello
kiswahili, specie se si viaggia fuori dalle aree urbane e nelle
zone più remote del paese. Un'altra lingua che avrete modo si
ascoltare è lo sheng, parlato quasi esclusivamente dalla
popolazione più giovane. Sviluppatasi di recente, lo sheng è un
miscuglio di kiswahili e inglese, con elementi provenienti da
altri idiomi.
Religione
La maggior parte dei kenyoti che vivono fuori delle province
costiere e orientali sono cristiani di varie confessioni (45%
protestanti, 33% cattolici), mentre gli altri sono prevalentemente
musulmani. Questi ultimi costituiscono il 30% dell'intera
popolazione. Nelle aree tribali più isolate, convivono cristiani,
musulmani e seguaci di antichi credo tribali.
Storia
Le più antiche tra le numerose tracce umane del Kenya appartengono
ad alcune tribù nomadi migrate dall'Etiopia nel 2000 a.C. circa,
seguite, mille anni dopo, da un altro gruppo che occupò gran parte
del Kenya centrale. Antenati di altre tribù arrivarono da ogni
parte dell'Africa tra il 500 a.C. e il 500 d.C.. Le popolazioni di
lingua bantu (come i Gusii, i Kikuyu, gli Akamba e i Meru)
arrivarono dall'Africa occidentale, mentre quelle di lingua nilota
(Masai, Luo, Samburu e Turkana) dalla valle del Nilo, nel Sudan
meridionale. Con la migrazione delle tribù verso l'interno del
paese, i musulmani provenienti dalla penisola arabica e da
Shirazis in Persia (oggi Iran) si stabilirono, a partire dall'VIII
secolo, lungo le coste dell'Africa orientale.
Attirati dal profumo di spezie e denaro, i Portoghesi cominciarono
ad interessarsi alla zona intorno al XV secolo. Dopo essersi
spinto all'estremità sud delle coste occidentali africane, Vasco
da Gama giunse finalmente a doppiare il Capo di Buona Speranza nel
1498 risalendo poi le coste orientali. Sette anni più tardi, i
Portoghesi sferrarono un furioso attacco alla regione. Già nel XVI
secolo, gran parte delle città commerciali indigene swahili, tra
cui Mombasa, furono saccheggiate od occupate dai Portoghesi: in
questo periodo ebbe così fine il monopolio arabo sul commercio
nell'Oceano Indiano. I Portoghesi imposero per lungo tempo un duro
regime coloniale, ponendo un sultano contro l'altro. Ma il
controllo lusitano sulla regione fu sempre in precario equilibrio,
data l'esigenza di approvvigionare i loro avamposti con forniture
provenienti da Goma, in India. Gli arabi riuscirono a riprendere
il controllo sulle regioni costiere nel 1720.
Nel XVIII secolo le dinastie Omani, provenienti dal Golfo Persico,
presero ad avanzare lungo le coste dell'Africa orientale. Le
ruberie compiute dai Portoghesi e le costanti tensioni tra i
governatori arabi causarono il declino commerciale ed economico
della regione. Ciò comportò un disinteresse da parte delle nazioni
potenti, come Gran Bretagna e Prussia, che durò fino alla metà del
XIX secolo.
Con l'improvvisa invasione di tutta l'Africa da parte degli
europei, anche le misteriose regioni interne del Kenya furono
costrette a svelare i propri segreti agli estranei. Fino agli anni
1880 la Rift Valley e gli altipiani di Aberdare rimasero il
principale insediamento Masai, una fiera tribù guerriera. Alla
fine del XIX secolo, dopo anni di guerre civili tra due opposte
fazioni, la tribù Masai si ritrovò molto indebolita. Malattie e
carestie avevano inflitto loro un ulteriore contributo di morte.
Questa situazione convinse gli inglesi a negoziare un trattato con
il laibon (comandante, capo spirituale) masai, perché accordasse
loro il diritto di costruire la ferrovia Mombasa-Uganda, destinata
a passare sui terreni da pascolo della tribù. Il punto centrale
della tratta ferroviaria si trova nell'area su cui oggi sorge la
città di Nairobi.
Cominciò così l'inesorabile declino dei Masai. Le pressanti
richieste di terra fertile da parte dei coloni bianchi costrinsero
i Masai all'interno di riserve sempre più ridotte. Molti
appezzamenti di terra furono sottratti anche ai Kikuyu, una tribù
bantu dedita all'agricoltura proveniente dagli altipiani a ovest
del monte Kenya.
La colonizzazione europea nei primi anni del XX secolo risultò,
almeno all'inizio, un vero disastro ma, dopo essersi presi la
briga di conoscere la terra che occupavano, gli inglesi riuscirono
a migliorare la loro colonia. Gli altri coloni europei crearono
piantagioni di caffè e, già negli annì50, la popolazione bianca
aveva raggiunto le 80.000 unità. Costrette a partecipare al
sistema economico creato dagli europei, le varie tribù, tra cui i
Kikuyu, mantennero comunque intatta la loro voglia di lottare.
Harry Thuku, uno dei primi leader dell'associazione politica
kikuyu, venne stupidamente incarcerato dagli inglesi nel 1922. Il
suo successore, Johnstone Kamau (chiamatosi in seguito Jomo
Kenyatta) sarebbe diventato il primo presidente del Kenya
indipendente.
L'opposizione al regime coloniale crebbe sempre più; il neonato
Kenya African Union (KAU) fece sentire forte la propria voce e le
proprie richieste. Altre associazioni del genere si unirono
all'appello per la libertà, tra cui i Mau Mau, i cui membri
(soprattutto Kikuyu) invocavano la cacciata dei bianchi dal Kenya.
La Mau Mau Rebellion terminò nel 1956 con la sconfitta dei Mau
Mau. Il tributo fu di oltre 13.500 morti africani, tra
guerriglieri, civili e militari Mau Mau, e di più di 100 europei.
Kenyatta trascorse diversi anni in carcere o agli arresti
domiciliari, ma venne liberato nel 1961 e divenne il capo del
nuovo KAU, il Kenya African National Union (KANU). Egli portò il
paese all'indipendenza, ottenuta il 12 dicembre 1963 e, sotto la
sua presidenza, il Kenya divenne una delle nazioni più ricche e
stabili di tutta l'Africa. Alla morte di Kenyatta, avvenuta nel
1978, salì al potere Daniel Arap Moi, membro della tribù Tugen.
Il governo di Moi fu caratterizzato da tensioni interne e
dissensi. Non riuscendo ad accettare le critiche che gli venivano
mosse, ordinò lo scioglimento delle società tribali e lo
smembramento delle università. Nel 1982, le unità aeronautiche
della Kenyan Air Force tentarono di mettere a segno un colpo di
stato, che fu però sventato dalle forze leali a Moi. L'aeronautica
fu smantellata e sostituita da nuovi elementi. Le ondate di
pluralismo democratico, che colpirono anche l'Africa alla fine
degli annì80 e all'inizio degli annì90, portarono a una
sospensione degli aiuti internazionali a favore di Moi.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale e le
più grandi istituzioni di assistenza chiesero la cessazione della
repressione da parte del governo e un allentamento della politica
d'oppressione. Moi accolse le richieste e, per sua grande gioia,
nelle elezioni del 1993 l'opposizione si diede la zappa sui piedi:
il mancato raggiungimento di un accordo sul nome di un leader da
parte del Forum for the Restoration of Democracy (FORD) portò alla
divisione del partito in tre gruppi, vanificando ogni possibilità
di successo. Moi, unico beneficiario della vanagloria del FORD,
vinse con appena un terzo dei voti.
Nel 1995 venne creata una nuova compagine politica per cercare di
riunificare la frammentata opposizione: il partito Safina, fondato
da Richard Leakey, famoso antropologo, uomo di grande saggezza e
con un attiva militanza politica alle spalle. Nonostante i
continui fastidi da parte del governo, Safina è comunque riuscito
a compiere alcuni passi avanti. Alla fine del 1997 il Kenya si è
recato nuovamente alle urne. Malgrado le accuse di brogli e le
intimidazioni dei canditati dell'opposizione, Moi è riuscito
un'altra volta a mettersi a capo del governo con poco più del 40%
dei voti. Benché Moi abbia promesso di eliminare completamente la
corruzione dagli apparati governativi, nel paese sembra regnare un
clima di rassegnazione, con i deputati ben avvinghiati ai loro
posti almeno fino al prossimo secolo, quando Moi non potrà fare
altro che ritirarsi con dignità.
Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come
vicepresidente) e dopo un ennesimo tentativo di preparare una
nuova costituzione ad hoc prima delle elezioni di fine 2002, Arap
Moi ha licenziando ministri importanti e meno importanti e ha
indicato quale suo successore Uhuru Kenjatta (figlio dell'ex
presidente Kenjatta), uomo d'affari senza grande esperienza
politica, da poco incaricato di reggere il ministero dei governi
locali. Ma il 30 dicembre 2002 centinaia di migliaia di persone
hanno assistito alla cerimonia del giuramento del nuovo presidente
Mwai Kibaki, che per dieci anni era stato il vicepresidente del
governo Moi.
Kibaki ha fatto della lotta alla corruzione il proprio cavallo di
battaglia. Fonti diplomatiche hanno calcolato che il Kenya, tra il
1990 e il 1997, abbia perso proprio a causa della corruzione 870
milioni di dollari. Il nuovo presidente ha abolito le tasse
scolastiche nelle scuole elementari, compiendo subito una delle
promesse della campagna elettorale. Caduta la barriera economica
per l'accesso all'istruzione, si è verificato il sovraffollamento
nelle classi, un problema nuovo che è stato risolto garantendo
agli esclusi una preiscrizione per l'anno prossimo.
Costituzione
Il Kenya è una Repubblica presidenziale. Attuale Presidente dello
Stato è Emilio Mwai Kibaki, per dieci anni vicepresidente del
governo Moi. Il sistema di governo prevede un Presidente, che
detiene il potere esecutivo e che dura in carica 5 anni, e
un'assemblea legislativa formata da 210 membri, dal procuratore
capo, dal presidente del parlamento e da 12 membri nominati dai
principali partiti presenti in parlamento,in proporzione al numero
di seggi ottenuti alle elezioni.
Ufficialmente il Kenya è uno stato pluripartitico, ma l'ex partito
di governo, il Kanu (guidato fino a poco tempo fa da Daniel Arap
Moi), ha più volte intimato ai partiti di opposizione di non
interferire nella politica se non nel periodo elettorale.
Situazione politica
Nell'agosto del 1998, i terroristi hanno bombardato le ambasciate
americane di Nairobi e Dar es Salaam, uccidendo più di 250 persone
e ferendone più di 5000, a dimostrazione del fatto che
nell'odierno Kenya sono in aumento le tensioni sociali e
politiche. L'estate del 1999 ha segnato l'inizio di una lunga
siccità, che è continuata nel 2000.
Il 28 novembre 2002 un attacco suicida, a venti chilometri da
Mombasa, ha distrutto un hotel di proprietà israeliana, provocando
tredici vittime; quasi in contemporanea un aereo di una compagnia
charter israeliana al momento del decollo dall'aeroporto di
Mombasa è stato sfiorato da due missili.
Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come
vicepresidente) e dopo un ennesimo tentativo di preparare una
nuova costituzione ad hoc prima delle elezioni di fine 2002, Arap
Moi ha licenziando ministri importanti e meno importanti e ha
indicato quale suo successore Uhuru Kenjatta (figlio dell'ex
presidente Kenjatta), uomo d'affari senza grande esperienza
politica, da poco incaricato di reggere il ministero dei governi
locali. Ma il 30 dicembre 2002 centinaia di migliaia di persone
hanno assistito alla cerimonia del giuramento del nuovo presidente
Mwai Kibaki, che per dieci anni era stato il vicepresidente del
governo Moi.
Economia
Dall'inizio degli annì90 il governo keniota ha avviato una seria
politica di riforme e di liberalizzazione economiche. Tra le
misure approntate, la rimozione delle licenze di importazione, del
controllo sui prezzi, del controllo sugli scambi con l'estero,
l'attuazione di politiche molto restrittive su fisco e moneta e la
riduzione del peso del settore pubblico attraverso una politica di
privatizzazione di imprese statali e ridimensionamento dei servizi
civili.
Le riforme, supportate da Banca Mondiale, Fondo Monetario
Internazionale e diversi paesi donatori, hanno consentito al Kenya
di registrare un miglioramento delle sue performance economiche,
soprattutto dopo le difficoltà vissute dal paese nei primi annì90.
A partire dal 1997 la crescita del Paese ha avuto comunque un
notevole rallentamento. Tra le cause principali le violenze
politiche che hanno infiammato il paese, danneggiando non poco
l'industria turistica. Quindi la scarsa attenzione nell'attuazione
delle politiche di riforma della struttura economica e di lotta
alla corruzione, soprattutto nei settori pubblici. A peggiorare
ulteriormente la situazione sono intervenute, trà97 è98 (in
coincidenza con l'esplosione del fenomeno meteorologico del Nino),
precipitazioni piovose torrenziali che hanno disastrato raccolti e
rovinato molte infrastrutture.
Gli istituti internazionali considerano che, nel lungo termine,
ostacoli allo sviluppo economico del Kenya arriveranno da scadenti
riserve energetiche, dalla persistente e preminente presenza dello
stato nei settori chiave dell'economia, da una corruzione endemica
e dall'eccessivo tasso di crescita della popolazione.
Festival e tradizioni popolari
L'evento più spettacolare dell'anno viene organizzato dalle
mandrie di animali selvatici. Tra luglio e agosto, milioni e
milioni di goffe antilopi si spostano in massa dal Serengeti alla
ricerca di pascoli più verdi, per poi dirigersi nuovamente verso
sud intorno al mese di ottobre. Il luogo migliore per osservare il
fenomeno è il parco di Masai Mara. Le vere e proprie festività
nazionali del Kenya sono il Kenyatta Day (20 ottobre) e
l'Independence Day (12 dicembre).
Links
www.magicalkenya.com
www.tourismkenya.com
Sito ufficiale dell'Ufficio del Turismo del Kenya; in lingua
inglese.
Guide
Kenya - Tanzania. ClupGuide .
F. Borelli: Kenya - Tanzania. Touring Club Italiano, 1997.
J. Bindloss, M. Fletcher, T. Parkinson: Kenya. EDT 2002.
PRIMA DEL VIAGGIO
Burocrazia e sanità in cifre
Visto
Obbligatorio
Passaporto
Valido almeno 6 mesi dal momento della richiesta del visto
Febbre gialla
Obbligatoria se si proviene da zone infette
Profilassi antimalarica
Consigliata
Vaccino Epatite A ed antitifico
Consigliati
Vaccino Epatite B
Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare
L'alta stagione turistica va da gennaio a febbraio, in quanto il
clima - sempre caldo e umido - è considerato in questo periodo più
sopportabile. In questi due mesi, inoltre, si verificano le grandi
ondate migratorie di volatili che dal Kenya si dirigono ai laghi
di Rift Valley. Il periodo che va da giugno a settembre è
considerato stagione di passaggiò, in quanto ha un clima ancora
piuttosto secco, mentre tra marzo e maggio (e in misura minore da
ottobre a dicembre) si scatenano le piogge che, solitamente, non
impediscono ai turisti di compiere escursioni. In questi mesi la
situazione è molto più tranquilla: negli alberghi ci sono più
camere disponibili e a prezzi più accessibili.
Burocrazia e visti
Il turista italiano che intende recarsi in Kenya dev'essere in
possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dal momento della
richiesta del visto e di un biglietto di andata e ritorno. Dal 1
marzo 2001 il governo kenyota ha reintrodotto l'obbligo del visto
turistico per tutti gli stranieri che intendono recarsi in Kenya
anche per periodi inferiori a 30 giorni. Pertanto i cittadini
italiani dovranno munirsi di tale visto, del costo di 40 euro e
valido 6 mesi (20 dollari per quello con validità di 1 settimana),
presentando una foto formato tessera, il passaporto e compilando
un modulo di richiesta da presentare all'Ambasciata del Kenya, Via
Archimede 164, Roma (tel. 06-8082717). In alternativa, il visto
può essere richiesto anche al momento dell'arrivo in aeroporto in
Kenya o agli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Il
visto va utilizzato entro tre mesi dalla data del rilascio e
consente generalmente una permanenza massima nel Paese di tre
mesi.
Telefono
Per telefonare dall'Italia al Kenya è necessario fare il prefisso
00254 cui far seguire il numero desiderato preceduto dal prefisso
della località senza lo 0.
Per telefonare dal Kenya in Italia digitare lo 0039 seguito dal
numero dell'abbonato.
Vaccinazioni
Consigliati il vaccino antiepatite A e B e l'antitifica. Il
vaccino contro la febbre gialla è obbligatorio per coloro che
provengono da zone infette.
Per quanto riguarda la malaria (forma maligna da P. falciparum con
forte resistenza alla clorochina), essa è presente nella zona
costiera, nelle aree prossime al Lago Vittoria ed in alcuni
parchi, soprattutto durante e subito dopo la stagione delle piogge
(marzo-giugno ed ottobre-novembre). Vi sono normalmente pochi
rischi nella città di Nairobi e sugli altipiani (al di sopra dei
2500 m) delle province Centrale, Valle del Rift, Orientale,
Occidentale e Nyanza.
Da mettere in valigia
Abbigliamento estivo in cotone, anche se è consigliabile qualcosa
di pesante per la sera. Ottime le scarpe da trekking se pensate di
fare dei safari di più giorni in un parco nazionale. Portate con
voi anche repellenti per le zanzare e una pila. Farmacia da
viaggio e creme solari.
Elettricità
La corrente è a 240 volt. La maggior parte degli alberghi possiede
adattatori da affittare giornalmente con spesa minima.
Indirizzi utili burocrazia
Ambasciata del Kenya
Via Archimede 164, Roma, tel.06.8082717; fax 06.80822707
Consolato del Kenya
C.so Italia 21, Trieste, tel. 040630284
Ambasciata d’Italia in Kenya
International House - 9th Floor, Mama Ngina Street, P.O.Box 30107,
Nairobi, tel. 020 337356/337777 - 337320 - 337373 - 337016
e-mail: italdipl@ambnair.org.
Consolato onorario d'Italia
Southern Engineering, P.O.Box 80443, Mombasa, tel. 041312626,
cell. (00254 733) 631480
e-mail: castellano@oceanfreight.co.ke
Lamu Road, (Post Office Area), Mulla Building P.O. Box 704,
Malindi, tel.042- 20502/31170 ; cell. (00254 722) 825392
Indirizzi utili turismo e cultura
Ufficio del turismo (Kenya Tourist Board)
Kenyake Towers, Ragati Road, Upper Hill
P.O.Box 30630, Nairobi, tel. 02.719924/26/28/31; fax 02.719925;
www.magicalkenya.com;
e-mail: info@kenyatourism.org
Malindi Centre, Lamu Rd, Malindi, tel. 0123-70747.
Ufficio del Turismo in Italia
Corso Marconi 33, Torino, tel.11.6687550; fax.11.6680785;
www.kenyatourism.org
Via Salaino 12, Milano, tel. 0248102361
Kenya Association of Hotel Keepers and Caterers
P.O. Box 46406, tel. 02-726642; fax 02 721505
Youth Hostel Association
P.O.Box 48661, Nairobi, tel. 02-721765; fax: 02-724862
e-mail:
kyha@africaonline.co.ke
Young Men's Christian Association (YMCA) e
Young Women's Christian Association (YWCA)
P.O.Box 63063, Nairobi, tel. 02-72 63 98
Indirizzi utili sicurezza
Polizia
tel. 222222
Pronto soccorso
tel. 222181, 222182, 222183
Emergenze
tel. 999
Soccorso stradale
tel. 02-825067 per tutto il Paese, 24 h su 24
IL VIAGGIO
Quanto stare
Un soggiorno che permetta di visitare le bellezze del Paese
richiede una permanenza minima di almeno 2 settimane; i safari nei
parchi naturali organizzati da tour operator esperti durano dai 3
agli 11 gg.
Come arrivare
Ulteriori opzioni di ricerca
Il mezzo più comodo e veloce per arrivare in Kenya dall'Italia è
ovviamente l'aereo. Voli diretti Milano/Roma-Nairobi (circa 7 ore
e 30 min. di viaggio) sono offerti dalla compagnia kenyota East
African (tel. 199141010; www.eastafrican.it) con cadenza
bisettimanale. L'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di
Nairobi, collegato a numerosi scali europei e statunitensi, è il
principale nodo di trasporti dell'Africa orientale. È più
probabile ottenere un biglietto a prezzo relativamente contenuto
partendo da Nairobi, ma vale comunque la pena verificare la
disponibilità degli economici voli charter da Mombasa per
l'Europa.
Potete recarvi dal Kenya alla Tanzania in autobus. Le strade
principali passano per Mombasa e Nairobi e si dirigono a Dar es
Salaam, oppure collegano Nairobi ad Arusha e Moshi. Un treno
settimanale collega Voi in Kenya a Moshi in Tanzania. Traghetti e,
talvolta, dhows fanno la spola tra Mombasa, Zanzibar e Dar es
Salaam.
Se giungete in Kenya con un vostro mezzo di trasporto e possedete
un carnet de passage valido, potrete entrare nel paese ottenendo
alla frontiera un permesso gratuito per tre mesi, ma ricordate che
per percorrere alcune strade della parte nordorientale è
necessario ottenere il permesso dalla polizia.
Il principale valico di confine per l'Uganda si trova a Malaba,
oppure a Busia, se provenite da Kisumu. Nairobi e Kampala, la
capitale dell'Uganda, sono collegate da strade e linee
ferroviarie. Esiste anche un valico di confine con l'Etiopia,
utilizzato di frequente dai turisti e dai mezzi pesanti diretti a
Moyale. Attualmente, non c'è nessun modo di entrare o uscire dal
Kenya via terra passando per la Somalia o il Sudan.
Tasse di ingresso e di imbarco
La tassa aeroportuale per i voli internazionali è di US$20.
Cosa vedere e cosa fare
Nairobi, a capitale del Kenya, è cosmopolita, vivace,
interessante, gode di una piacevole posizione e, in generale, è un
buon posto per realizzare piccoli affari. È possibile attraversare
il distretto commerciale del centro, da un capo all'altro, in soli
20 minuti; la zona è inoltre ideale per assaporare la moderna vita
urbana africana.
Come gran parte delle città, anche Nairobi possiede un mercato
molto vivace e attive aree commerciali, sobborghi per gli
impiegati e per la classe media e immense ville con giardini
pensili per i più abbienti. I sobborghi cittadini sono luoghi
pieni di energia, aspirazioni e opportunità, dove operai, esausti
conducenti di matatù (minibus), disoccupati e gente senza scrupoli
si mescolano a turisti squattrinati, prostitute, borseggiatori,
liceali, venditori ambulanti di cibo, guardie sonnolente e piccoli
spacciatori di merci illecite. Tutti questi personaggi ruotano
attorno a River Rd, una strada centrale che vale la pena visitare
anche se non è consigliabile alloggiare da queste parti. La
maggior parte dei turisti preferisce dormire e mangiare nel centro
di Nairobi; trovare un albergo tranquillo su una strada silenziosa
da queste parti potrebbe dunque rivelarsi un arduo compito. Sono
molto interessanti e facilmente raggiungibili il National Museum,
lo Snake Museum e il National Archives, nel quale ultimo troverete
non solo i soliti, freddi documenti, ma anche dipinti e mostre di
artigianato. Nelle immediate vicinanze della metropoli si trova il
Nairobi National Park, la più accessibile tra le meraviglie
naturali del paese. Se viaggiate con bambini, non mancate di
portarli a visitare il vicino e divertente Ostrich Park.
Mombasa, il più importante porto sulla costa orientale africana
(712.600 abitanti), è una città calda, fumosa e ricca di storia,
risalente al XII secolo. Da secoli dominio esclusivo dei
musulmani, la città venne in passato attaccata dai Portoghesi che,
nel 1505, la rasero al suolo. Fu ricostruita in fretta e furia per
essere poi nuovamente ridotta a un ammasso di macerie da un
governatore di Mombasa, armato fino ai denti, durante la lunga
battaglia contro i Portoghesi. Passeggiando per la Città Vecchia,
che reca ancora molte testimonianze di questo turbolento periodo,
potrete ammirare molti deliziosi balconi e facciate dei negozi in
legno decorato. L'attrazione principale della parte vecchia è Fort
Jesus, la fortezza che domina l'ingresso al porto: fu costruita
dai Portoghesi nel 1593 e cambiò occupanti nove volte tra il 1631
e il 1875. Trasformata oggi in museo, la fortezza presenta
un'interessante combinazione di elementi architettonici italiani,
portoghesi e arabi.
Il nucleo centrale della città si sviluppò sull'Isola Mombasa,
collegata alla terraferma tanto a nord quanto a sud. La stazione
ferroviaria si trova al centro dell'isola, vicina a numerosi buoni
alberghi, ristoranti e luoghi interessanti. Una fascia di
bellissime spiagge si estende lungo la costa appena a sud della
città. Mombasa è collegata a Nairobi da numerosi voli, treni e
autobus. È in funzione anche un regolare servizio di autobus e
traghetti tra Mombasa e la Tanzania.
Nella parte settentrionale del Marsabit National Park & Reserve
vivono i grandi mammiferi del Kenya: leoni, leopardi, ghepardi,
rinoceronti, bufali, facoceri, zebre, giraffe, iene e gazzelle.
Dal momento che la regione è ricoperta da una fitta foresta non
avrete molte possibilità di avvistare gli animali, a meno che non
decidiate di trascorrervi un po' di tempo, magari campeggiando
presso Lake Paradise, un lago vulcanico che fa onore al nome che
porta. Si tratta di un luogo incantevole per sperimentare la vita
in armonia con la natura; inoltre, pochi altri campeggi del Kenya
possono vantare simili paesaggi e una tale tranquillità.
Marsabit, la cittadina più vicina al parco, è collegata da un
servizio di autobus con la città keniota di Isiolo, vicino al
monte Kenya.
Lamu è una fantastica cittadina piena di meraviglie, ammantata da
un'atmosfera medievale. Popolata quasi esclusivamente da
musulmani, la più antica città abitata del Kenya non ha cambiato
di molto l'aspetto e il carattere nel corso dei secoli. In passato
florida cittadina portuale, oggi Lamu è un centro fuori mano e
autosufficiente, estremamente tranquillo e rilassante.
Nessun'altra città swahili, ad eccezione di Zanzibar, è in grado
di offrire tanta ricchezza culturale e un tradizionale stile
architettonico ancora intatto (antenne televisive a parte).
Potrete avere un eccellente panorama della cultura e della storia
della città visitando il Lamu Museum, sul lungomare. Se il museo
riuscirà a stuzzicare la vostra curiosità sulla cultura swahili,
allora non mancate di ammirare l'edificio, splendidamente
restaurato, che ospita lo Swahili House Museum. Una delle più
bizzarre attrazioni di Lamu è il Donkey Sanctuary. È vivamente
consigliabile fare un giro in dhow.
Adagiata sull'Isola Lamu, lungo la costa superiore del Kenya
orientale, Lamu è raggiungibile con imbarcazioni diesel in
partenza da Mokowe, sulla terraferma; in alternativa potete
prendere un volo che atterra nella vicina isola di Manda.
La Masai Mara National Reserve, (Mara, come lo chiamano i
veterani), il più frequentato parco faunistico del Kenya,
ricchissimo di animali selvatici, è una riserva naturale (dove le
tribù Masai hanno il premesso di lavorare la terra e di cacciare)
che si estende su una superficie niente affatto piatta di 320 kmq
e occupa un'ampia porzione del Serengeti. Molti turisti si
avventurano nell'esplorazione di almeno una parte delle vaste
praterie, procurando di non occupare la pista battuta della fauna
selvatica durante l'annuale migrazione di massa. Al confine
occidentale del parco si trova lo spettacolare Esoit Olooloo
(Siria) Escarpment, mentre la più alta concentrazione di animali
si registra lungo i bordi della riserva. Dovunque sono visibili
grandi branchi di leoni e, con un pizzico di fortuna, potrete
vederli impegnati a cacciare. Nel parco vivono anche numerosi
esemplari di elefanti, bufali, zebre e ippopotami. Riserva
naturale piuttosto che parco nazionale. All'interno del Mara sorge
anche un villaggio Masai aperto ai turisti. Masai Mara, collegata
a Nairobi da due voli giornalieri, ospita un gran numero di
alberghi. La cittadina provinciale di Narok - poche ore di
macchina a ovest di Nairobi - costituisce il principale ingresso
al parco.
L'attività più ovvia da svolgere in Kenya è il safari, del quale
ricordate però che esistono varie tipologie. I safari su cammello,
nelle aree tribali di Samburu e Turkana, tra Isiolo e il Lago
Turkana, sono senza dubbio i più indimenticabili. Il più rinomato
parco faunistico del Kenya è la splendida Masai Mara National
Reserve, a ovest di Nairobi. Gli altri parchi degni di nota sono
quello di Amboseli, in cui vivono i rinoceronti neri, la fitta
foresta di Kakamega che ospita oltre 330 specie diverse di uccelli
e l'altrettanto ricco Lago Baringo.
Il mt Kenya è certamente il luogo più adatto per il trekking; se
preferite località panoramiche ma meno impervie, vi consigliamo il
mt Elgon, al confine con l'Uganda e le Ngong Hills, vicino a
Nairobi. Il Kenya è anche famoso per le battute di pesca al largo
delle coste di Malindi, ma sta prendendo sempre più piede anche il
rafting sulle rapide mozzafiato del fiume Athi/Galana. Alcuni
lodge nel Masai Mara offrono viaggi in mongolfiera, da cui potrete
godere una splendida e silenziosa vista panoramica aerea del
Serengeti. I dintorni di città costiere come Malindi e
l'arcipelago di Lamu, offrono ottime possibilità agli amanti delle
immersioni subacquee, del windsurf nonché bellissime spiagge su
cui sdraiarsi al sole.
Dormire
è possibile trovare sistemazioni alberghiere per ogni esigenza,
dagli hotel di lusso presenti nella capitale e nelle più rinomate
località turistiche, agli alloggi economici, ai lodge, agli
ostelli presenti delle città principali. Nei parchi naturali le
possibilità di alloggio sono offerte da campeggi, campi tendati,
lodges.
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Mangiare
Vi sono numerosi ristoranti di medio-buona qualità a prezzi bassi
rispetto agli standard europei, soprattutto sulla costa tra
Mombasa e Malindi (8-15 euro). Vi sono poi anche ristoranti più
costosi con menu a base di pesce e crostacei. Per chi vuole
evitare problemi di stomaco è meglio evitare i venditori
ambulanti, a parte coloro che vendono frutta (ovviamente
freschissima e naturale), da mangiare dopo averla accuratamente
sbucciata. Il coco de agua (il cocco appena colto, e non secco) è
tra i frutti più buoni che abbia mai gustato e anche molto
dissetante nelle giornate particolarmente calde.
La cucina del Kenya si compone essenzialmente di pesanti pietanze
ripiene con fagioli o salsa di carne. Per la popolazione locale,
si tratta di cibo per la pura sopravvivenza: la massima sazietà al
minimo costo. Il principale piatto nazionale del Kenya è il famoso
nyama choma, ovvero carne di capra alla griglia. Nella zona
costiera le specialità swahili riflettono i contatti avuti con i
mercanti arabi e con altri popoli che commerciavano sulle rotte
dell'Oceano Indiano; vengono infatti usate in abbondanza spezie e
noci di cocco e i risultati sono di solito eccellenti.
I sambusa sono con ogni probabilità lo spuntino più comune: sono
frittelle di forma triangolare, fritte e farcite di carne macinata
speziata. Su quasi ogni angolo della strada troverete qualcuno che
vende pannocchie arrostite sulla brace; un altro snack facile da
reperire è la patata dolce fritta, mangiata calda e cosparsa di
succo di limone e di un pizzico di peperoncino in polvere. Gli
amanti della birra troveranno di che saziare le loro voglie. I
kenyoti amano la loro birra tanto quanto le loro danze; nel paese
infatti esiste un importante birrificio. Tra i succhi di frutta il
più comune è quello fatto col frutto della passione, sempre fresco
e molto buono.
Posta e telefono
Per telefonare all'interno del Paese è necessario far precedere il
prefisso della località desiderata preceduto dallo 0 e seguito dal
numero desiderato. Le telefonate sono più care se fatte dagli
alberghi. Il sistema GSM 900/1800 consente l'uso dei cellulari.
Le poste sono affidabili ma molto lente. è consigliabile lasciare
la posta da spedire alla reception degli alberghi che si
incaricheranno di effettuare il servizio.
Moneta, carta di credito e cambio
Moneta ufficiale del Kenya è lo Scellino kenyota (KSh), diviso in
centesimi. I dollari americani sono più facilmente convertibili (1
$ = 78,15 KSh; 1 euro=94,72 KSh). Le banche sono aperte dal lun.
al ven. con orario 9-14 mentre la banca dell'aeroporto è aperta 24
ore su 24. Le banche applicano commissioni piuttosto alte, più
convenienti sono i foreign exchange bureau. Le carte di credito
sono accettate solo nei grandi centri.
Spostarsi
In Kenya ci sono 250 aeroporti (di livello molto variabile) e un
gran numero di linee aeree che collegano Nairobi con Mombasa,
Kisumu, Nanyuki, Malindi, Lamu, i parchi e riserve nazionali di
Amboseli, Masai Mara e Samburu . Voli interni sono effettuati
dalla Flamingo Airlines (www.flamingoairlines.com) dalla Regional
Air (www.regionalair.net) e dall' Air Kenya (www.airkenya.com).
Molti voli sono quasi sempre completi, anche perché gli
spostamenti in aereo, sia all'interno del Kenya sia per i paesi
confinanti, sono un modo relativamente sicuro ed economico per
coprire lunghe distanze.Molto utilizzati sono anche i treni,
nonostante le condizioni di carrozze, binari e altre
infrastrutture lascino piuttosto a desiderare. In genere i treni
viaggiano in orario e sono molto più sicuri degli autobus o dei
matatu. Una linea passeggeri della Uganda Railways collega Mombasa
a Nairobi in 13 ore circa e continua per Malaba, al confine con
l'Uganda.
Il Kenya possiede un regolare servizio di autobus (Kenya Bus
Services), matatu (caratteristici bus locali molto convenienti,
per i quali è richiesta una buona capacità di adattamento), taxi
collettivi e normali taxi privati. Per questi ultimi, la
contrattazione è d'obbligo prima di salire essendo totalmente
sprovvisti di tassametro. A causa delle grandi distanze tra una
città e l'altra e del traffico caotico lungo le principali strade,
la bicicletta viene utilizzata essenzialmente nei centri urbani.
Il noleggio di un veicolo per visitare il Paese, o quanto meno i
parchi nazionali, è piuttosto costoso, ma costituisce un'ottima
soluzione in grado di rendervi indipendenti e, in genere, è
l'unico modo per raggiungere le zone più remote del paese. è
consentita la guida con la patente italiana a chi abbia almeno 23
anni compiuti e possegga la patente da più di 2 anni. La benzina
normale costa 58,29 KSh al litro, uno scellino in più per quella
super (si consiglia di portare sempre in auto, per sicurezza, una
tanica di benzina). Le strade del Kenya sono quasi tutte in buone
condizioni. Prenota il noleggio auto con Expedia.it
Una delle esperienze più belle e indimenticabili, riservate agli
amanti del mare, è una crociera in dhow lungo le coste keniote
dell'Africa orientale. Alcuni tra i più popolari e dispendiosi
viaggi in mare partono da Nyali, di fronte all'Isola Mombasa.
Sanità
Al fine di evitare infezioni gastro-intestinali si raccomanda
ovunque di non mangiare cibi crudi (alberghi e ristoranti
compresi) e di bere sempre bibite confezionate, acqua minerale o
filtrata, senza aggiungere ghiaccio. Le principali malattie
endemiche presenti in Kenya sono: amebiasi, giardia, parassitosi
intestinale, tifo, epatite A, schigellosi, malaria, colera. Altre
malattie endemiche più rare sono la bilarzia e la tripanosomiasi
(malattia del sonno). Altissima incidenza di infezione da HIV
(AIDS) in tutto il Paese. Attenzione agli animali rabidi e ai
serpenti.
è altamente raccomandata un'assicurazione sanitaria, dato il costo
molto elevato delle cure nel Paese, almeno di quelle di livello
comparabile a quello europeo, e dell'eventuale rimpatrio
sanitario.
Rimpatri di emergenza possono essere effettuati attraverso
compagnie private, quale la "Flying Doctors", che possono
trasportare il malato a Nairobi, da dove l'Italia è praticamente
raggiungibile ogni giorno. I costi del trasporto con aereo
speciale sono naturalmente molto elevati.
Disabili
I viaggiatori disabili incontrano molte difficoltà in Kenya. Le
strutture turistiche attrezzate sono molto scarse e limitate agli
alberghi e ai lodge più costosi. Alcuni indirizzi utili per chi
comunque non vuole rinunciare a questo Paese:
ravel Scene Services (02-215404) travelscene@insightkenya.com è
un'agenzia che ha molta esperienza con i viaggiatori disabili.
Molti alberghi della catena Lonrho Hotels (Nairobi 02.216940)
hanno servizi specifici per i disabili.
Nell'Amboseli National Park, l' Ol Tukai lodge(a Nairobi
02-540780) ha due cottage per i disabili.
Per maggiori info rivolgersi a Mondo Possibile tel.011-309 6363,
fax 011-3091201
Sicurezza
A Nairobi la sicurezza è un vero problema, soprattutto di notte, e
non per niente la città dai residenti viene anche chiamata
"Nairobbery" (dall'inglese robbery, 'rapinà). Rilevante è infatti
il numero di rapine di autovetture, non solo del tipo fuoristrada,
anche in zone abbastanza centrali della città. Di recente si sono
verificati numerosi casi di rapine a mano armata con scontri a
fuoco anche in zone densamente abitate. A rischio anche tutte le
strade extra-urbane nelle ore notturne, nonchè gli slums
(quartieri poveri o baraccopoli).
Zone a rischio sono considerate i distretti di Isiolo e Marsabit
(da visitare eventualmente solo con scorta da richiedere alla
polizia); le zone di confine con Somalia ed Etiopia; la regione
del lago Turkana e le strade di collegamento Malindi-Lamu (si
raccomanda di recarsi a Lamu solo per via aerea; collegamenti
regolari da Nairobi, Mombasa, Malindi) e Malindi-Garissa.
Cautela nella regione di Trans-Nzoia (violenti incidenti legati al
furto di bestiame). Sebbene le zone dei parchi siano generalmente
piuttosto sicure, si consigliano le visite con guide autorizzate e
si raccomanda di rivolgersi ad agenzie riconosciute per
organizzare gli spostamenti all'interno del Paese. In generale si
sconsiglia vivamente l'uso degli autobus per lunghi tragitti; di
recente si sono verificati numerosi gravissimi incidenti che hanno
coinvolto questo tipo di mezzi, per lo più addebitabili allo
scarso rispetto delle più elementari norme di sicurezza da parte
degli autisti.
La legge in vigore sulle sostanze stupefacenti prevede una pena
minima di 10 anni per il solo possesso per uso personale di droghe
leggere e di 20 per quelle pesanti.
Comportamenti
è raccomandato il rispetto assoluto del divieto di fotografare
affisso sui principali edifici pubblici mentre è buona norma di
condotta non fotografare le persone senza il loro consenso.
Evitare di muoversi in abbigliamento succinto soprattutto nelle
zone abitate da musulmani (zona costiera). La nudità e il
"topless" sulle spiagge sono proibiti
è severamente proibito portare fuori dal Kenya i seguenti articoli
e loro derivati: avorio di elefante, corno di rinoceronte,
tartaruga marina, coralli e madrepore, pelli di rettili. |