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Cronologia/Autori:
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Kenya

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 
 Kenya
Motto: Lavoriamo assieme
Informazioni
Nome completo: Repubblica del Kenya
Nome ufficiale: Republic of Kenya
Lingua ufficiale: Inglese, Swahili
Capitale: Nairobi  (1.810.000 ab.)
Politica
Governo: Repubblica
Capo di stato: Mwai Kibaki
Capo di governo:  
Indipendenza: Dal Regno Unito nel 1963
Ingresso all'ONU: >
Area
Totale: 582.650 km²
Pos. nel mondo: 46°
% delle acque: 2,3 %
Popolazione
Totale: 31.138.735 ab.  (2002)
Pos. nel mondo: 37°
Densità: 53,4 ab./km²
Geografia
Continente: Africa
Fuso orario: UTC +3
Economia
Valuta: Scellino keniota
Energia:  
Varie
TLD: .ke
Prefisso tel.: +254 (005 da Tanzania e Uganda)
Sigla autom.: EAK
Inno nazionale: Ee Mungu Nguvu Yetu
Festa nazionale:  

Il Kenya è uno Stato dell'Africa Orientale, confinante a nord con Etiopia e Sudan, a sud con la Tanzania, a ovest con l'Uganda, A nordest con la Somalia e ad est con l'Oceano Indiano. Nairobi ne è la capitale e la città più grande.

 

il Kenia dal satellite

Indice

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Divisione amministrativa

Il Kenya è suddiviso in 7 province e 1 area:

 

Territorio e clima

Dalla costa bassa e sabbiosa dell'Oceano Indiano, il territorio del Kenya si eleva procedendo verso le aree interne. Alla fascia costieram lungo oltre 400 Km, succede una regione di altopiani aridi e stepposi; quello centrale, che si eleva a quote comprese tra i 1500 e i 3000 metri, è diviso dalla frattura della Rift Valley che si sviluppa da nord a sud e che forma il bacino del Lago Turkana (o Rodolfo). Ai lati della Rift Valley si innalzano imponenti massicci vulcanici, il maggiore dei quali è il Monte Kenya (5199 m), uno dei monti più alti dell'Africa. L'altopiano digrada a ovest, in prossimità del Lago Vittoria, e a nord dove il territorio del Kenya è occupato da un ampio tavolato desertico.

 

I fiumi e i laghi

I fiumi del kenya non sono imponenti, i due principali, Tana e Galana, si gettano nell'Oceano Indiano e hanno un regime molto variabile nel corso dell'anno perché dipende esclusivamente dalla frequenza delle precipitazioni piovose. Il lago più vasto del paese è il Turkana, dal momento che solo una piccola porzione del Lago Vittoria appartiene al territorio del Kenya; il Lago Turkana ha acque salmastre e vi affiorano numerose isole.

 

Il clima e gli ambienti

Il clima, caldo e umido nelle regioni costiere, diventa più mite e asciutto nel cuore del Paese, in rapporto all'altitudine. Le piogge sono concentrate in due periodi dell'anno, da marzo a maggio e da ottobre a dicembre. L'ambiente dominante è quello della savana, tutelato da numerosi parchi naturali che coprono circa il 10% del territorio nazionale. Sulle pendici delle montagne e lungo il corso dei fiumi si trovano tracce dell'originaria foresta pluviale; mentre a nord, nelle zone meno piovose, la savana sfuma nel deserto. La savana è l'habitat di grandi mandrie di erbivori (antilopi, gazzelle, giraffe, bufali, zebre, elefanti) e dei loro predatori (leoni, leopardi e ghepardi). Nelle acque dei laghi e dei fiumi vivono ippopotami e coccodrilli.

 

La storia e la popolazione

Molte città costiere del Kenya furono fondate dagli Arabi che, a partire dal IX secolo d.C., intrattennero proficui rapporti commerciali con i gruppi indigeni bantu. Dall'incontro tra i due popoli nacque la cultura swahili, contraddistinta da due elementi di unificazione: la lingua kiswahili e la religione islamica. Gli agricoltori kikuyu, dell'etnia bantu, rappresentarono subito il gruppo più potente e numeroso del territorio; la loro supremazia fu messa in discussione dai bellicosi masai, un popolo di allevatori che invase il Kenya nel XVI secolo. In quel periodo i portoghesi occuparono alcune località della costa. La presenza degli europei si intensificò alla fine del XIX secolo, quando il Kenya divenne una colonia britannica. I bianchi scacciarono gli indigeni dai fertili altopiani dell'interno, avviando l'agricoltura di piantagione. I kikuyu vennero impiegati nelle belle fattori disseminate sul territorio e diedero un importante contributo alla crescita economica del Paese. I masai, invece, furono sempre più isolati, perché rimasero ancorati alle loro tradizioni. Nel secondo dopoguerra i kikuyu lottarono aspramente per conquistare l'indipendenza, che fu ottenuta il 12 dicembre 1963. Il Paese in seguito è rimasto in buoni rapporti con la Gran Bretagna, introducendo un sistema amministrativo simile a quello britannico e promuovendo importanti riforme economiche. Nel 1982 è stato instaurato un regime autoritario e antidemocratico; da alcuni anni tensioni e violenti conflitti etnici insanguinano il Paese.

 

Demografia

La popolazione del Kenya continua a crescere a ritmi elevati: nel giro di vent'anni è pressoché raddoppiata e molto alta è la quota di popolazione giovane, con meno di quindici anni. La densità demografica è elevata nella regione interna degli altopiani; mentre la fascia costiera è poco abitata, fatta eccezione per l'area di Mombasa. Il tasso di urbanizzazione è ancora basso; la maggior parte della popolazione vive nei villaggi, in capanne costruite nei pressi dei campi e dei recinti per il bestiame. La popolazione urbana si addensa soprattutto nelle città di Nairobi, la capitale, e di Mombasa. La religione è così suddivisa: animisti 60%, cattolici 27%, protestanti 7%, musulmani 6%.

 

Curiosità

In Kenia, vicino a Malindi è situato il Centro Spaziale Italiano Luigi Broglio, in concessione all'Agenzia Spaziale Italiana. Il centro è utilizzato per tracciamento di satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea e di altre agenzie, come quella cinese. La sua posizione equatoriale rende questo sito ideale per lanci spaziali, benché l'ultimo lancio effettivo risalga al 1988. Il centro è stato costruito nel 1964 grazie all'impegno del Professore Luigi Broglio (1911-2001), pioniere della ricerca spaziale in italia.

 

L'economia

L'economia del Kenya, dopo un periodo di relativo benessere negli anni immediatamente successivi all'indipendenza, si trova oggi in una fase di grave crisi. Il benessere di pochi, infatti, è pagato con la miseria di molti; l'instabilità politica, la corruzione dilagante e le continue violazioni dei diritti umani hanno accelerato la crisi economica e aggravato le condizioni di vita della popolazione.

 

Collegamenti esterni

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Enclave e possedimenti europei
 Ceuta (Spagna) |  Melilla (Spagna) |  Réunion
Territori con stato legale indefinito
 Sahara Occidentale
Grazie  a www.imondonauti.it

Guida al KENYA

A cura di Fabio Miggiano



Se non fosse stato per le esplorazioni nell'Africa orientale, la parola swahili safari (letteralmente, viaggio) non avrebbe avuto nessun significato per il resto del mondo. Considerato dagli antropologi come la "culla dell'umanità", il Kenya è anche il cuore dei safari africani, in cui vivono le più diverse specie di animali selvatici di tutto il continente. Per quanto possiate aver visto decine di film su Tarzan, nulla è in grado di prepararvi allo spettacolo dell'annuale migrazione in massa degli animali selvatici.
Purtroppo il carattere selvaggio del paese non è circoscritto agli spazi aperti: la micro-criminalità nei centri urbani del Kenya è una delle poche industrie in espansione del Paese. Dal momento che l'unico effetto che può ottenere un qualunque contatto con la polizia è quello di uno scambio di denaro, avete maggiori possibilità di conservare i vostri averi passeggiando tra un branco di leoni con una gazzella legata al fianco. Tuttavia, a chi ha un po' di coraggio, il Kenya offre meravigliosi parchi faunistici, spiagge incontaminate, splendide barriere coralline, cime maestose e antiche città swahili.

IL PAESE


Kenya in cifre

Capitale


Nairobi

Superficie


582.650 kmq

Abitanti


31.639.091 (tasso di crescita demografica 1,27%)

Abitanti capitale


2.411.900 (3.064.800 ab. nell'area metropolitana)

Religione


protestanti, cattolici, musulmani, animisti, riti e credenze indigene, altre religioni
Geografia e territorio
Mappa Tunisia

Click per ingrandire

Situato sulla costa orientale dell'Africa, il Kenya è attraversato dall'equatore e confina con la Somalia, l'Etiopia, il Sudan, l'Uganda e la Tanzania. Le sue coste sono lambite dall'Oceano Indiano, mentre all'interno il Lago Vittoria segna il confine con i vicini occidentali.

La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali, in cui si trovano i paesaggi più spettacolari, costituisce la spina dorsale del Paese. L'umida fascia costiera comprende l'estuario del fiume Tama e un tratto di belle spiagge. Nel Kenya occidentale si trovano i fertili terreni a ridosso del Lago Vittoria e alcuni splendidi parchi faunistici. I territori più selvaggi, rimasti incontaminati dal mondo moderno, si estendono nella vasta e arida regione nordorientale.

Le vaste pianure meridionali sono punteggiate da acacie a ombrello, arbusti spinosi e dai caratteristici baobab a forma di bottiglia. Gli alti pendii del monte Elgon e del monte Kenya sono ricoperti da foreste di bambù e, più in alto ancora, crescono i bizzarri seneci, dagli enormi fiori a forma di cavolo, e le lobelie giganti, dalle lunghe spighe.

Se siete più interessati a mammiferi e volatili, visitate i ricchi parchi faunistici. In almeno due dei più vasti parchi avrete la possibilità di osservare leoni, bufali, leopardi, elefanti e rinoceronti in tutta libertà. Gli animali in pericolo di estinzione, come il rinoceronte nero, stanno lentamente tornando ed è possibile visitare le riserve create appositamente per queste specie nei parchi nazionali di Tsavo e del Lago Nakuru.
Popolazione

Esistono più di settanta tribù tra gli africani del Kenya. Le differenze tra molti gruppi tribali si sono andate smussando nel tempo, in quanto i valori della cultura occidentale tendono a imporsi, distruggendo le tradizioni. Tuttavia, sebbene l'africano medio si stia apparentemente allontanando dalle tradizioni tribali, l'appartenenza a una tribù rimane ancora l'elemento più importante dell'identità personale. Tra i grandi gruppi tribali ricordiamo i Masai, i Meru, i Samburu, gli Swahili e i Turkana.
Clima

Le condizioni atmosferiche del Kenya variano enormemente da una zona all'altra. Il clima della Rift Valley è quello più piacevole, mentre nelle aride brughiere e nelle regioni semidesertiche la temperatura può raggiungere e superare i 40°C di giorno e scendere a 20°C la sera. Le regioni occidentali e la costa sono generalmente calde e umide tutto l'anno. La stagione delle piogge va da marzo a maggio (grandi piogge) e da ottobre a dicembre (piccole piogge).
Fuso orario e ora locale

In Kenya vi sono 2 ore in più rispetto all’Italia (quando in Italia sono le 12 in Kenya sono le 14), 1 ora soltanto nel periodo in cui in Italia è in vigore l'ora legale. Ricordatevi che la definizione del tempo in swahili è sfasata di 6 ore rispetto alla nostra: mezzogiorno e mezzanotte sono le 6 (saa sitta), le 7 e le 19 sono l'una (saa moja). Non dovete far altro che aggiungere o sottrarre sei ore all'ora che vi viene indicata e si spera che, dal contesto, capiate se vi stanno parlando delle ore del mattino o del pomeriggio! Non vi succederà spesso se non parlate swahili, ma è meglio saperlo.
Lingua

L'inglese e lo kiswahili sono le due lingue ufficiali e vengono insegnate in tutto il Paese, ma esistono molte altre lingue tribali, tra cui il kikuyu, il luhia, il luo, il kikamba e una grande quantità di lingue tribali minori. È estremamente utile per il turista avere un'infarinatura sia pure superficiale dello kiswahili, specie se si viaggia fuori dalle aree urbane e nelle zone più remote del paese. Un'altra lingua che avrete modo si ascoltare è lo sheng, parlato quasi esclusivamente dalla popolazione più giovane. Sviluppatasi di recente, lo sheng è un miscuglio di kiswahili e inglese, con elementi provenienti da altri idiomi.
Religione

La maggior parte dei kenyoti che vivono fuori delle province costiere e orientali sono cristiani di varie confessioni (45% protestanti, 33% cattolici), mentre gli altri sono prevalentemente musulmani. Questi ultimi costituiscono il 30% dell'intera popolazione. Nelle aree tribali più isolate, convivono cristiani, musulmani e seguaci di antichi credo tribali.
Storia

Le più antiche tra le numerose tracce umane del Kenya appartengono ad alcune tribù nomadi migrate dall'Etiopia nel 2000 a.C. circa, seguite, mille anni dopo, da un altro gruppo che occupò gran parte del Kenya centrale. Antenati di altre tribù arrivarono da ogni parte dell'Africa tra il 500 a.C. e il 500 d.C.. Le popolazioni di lingua bantu (come i Gusii, i Kikuyu, gli Akamba e i Meru) arrivarono dall'Africa occidentale, mentre quelle di lingua nilota (Masai, Luo, Samburu e Turkana) dalla valle del Nilo, nel Sudan meridionale. Con la migrazione delle tribù verso l'interno del paese, i musulmani provenienti dalla penisola arabica e da Shirazis in Persia (oggi Iran) si stabilirono, a partire dall'VIII secolo, lungo le coste dell'Africa orientale.

Attirati dal profumo di spezie e denaro, i Portoghesi cominciarono ad interessarsi alla zona intorno al XV secolo. Dopo essersi spinto all'estremità sud delle coste occidentali africane, Vasco da Gama giunse finalmente a doppiare il Capo di Buona Speranza nel 1498 risalendo poi le coste orientali. Sette anni più tardi, i Portoghesi sferrarono un furioso attacco alla regione. Già nel XVI secolo, gran parte delle città commerciali indigene swahili, tra cui Mombasa, furono saccheggiate od occupate dai Portoghesi: in questo periodo ebbe così fine il monopolio arabo sul commercio nell'Oceano Indiano. I Portoghesi imposero per lungo tempo un duro regime coloniale, ponendo un sultano contro l'altro. Ma il controllo lusitano sulla regione fu sempre in precario equilibrio, data l'esigenza di approvvigionare i loro avamposti con forniture provenienti da Goma, in India. Gli arabi riuscirono a riprendere il controllo sulle regioni costiere nel 1720.

Nel XVIII secolo le dinastie Omani, provenienti dal Golfo Persico, presero ad avanzare lungo le coste dell'Africa orientale. Le ruberie compiute dai Portoghesi e le costanti tensioni tra i governatori arabi causarono il declino commerciale ed economico della regione. Ciò comportò un disinteresse da parte delle nazioni potenti, come Gran Bretagna e Prussia, che durò fino alla metà del XIX secolo.

Con l'improvvisa invasione di tutta l'Africa da parte degli europei, anche le misteriose regioni interne del Kenya furono costrette a svelare i propri segreti agli estranei. Fino agli anni 1880 la Rift Valley e gli altipiani di Aberdare rimasero il principale insediamento Masai, una fiera tribù guerriera. Alla fine del XIX secolo, dopo anni di guerre civili tra due opposte fazioni, la tribù Masai si ritrovò molto indebolita. Malattie e carestie avevano inflitto loro un ulteriore contributo di morte. Questa situazione convinse gli inglesi a negoziare un trattato con il laibon (comandante, capo spirituale) masai, perché accordasse loro il diritto di costruire la ferrovia Mombasa-Uganda, destinata a passare sui terreni da pascolo della tribù. Il punto centrale della tratta ferroviaria si trova nell'area su cui oggi sorge la città di Nairobi.

Cominciò così l'inesorabile declino dei Masai. Le pressanti richieste di terra fertile da parte dei coloni bianchi costrinsero i Masai all'interno di riserve sempre più ridotte. Molti appezzamenti di terra furono sottratti anche ai Kikuyu, una tribù bantu dedita all'agricoltura proveniente dagli altipiani a ovest del monte Kenya.

La colonizzazione europea nei primi anni del XX secolo risultò, almeno all'inizio, un vero disastro ma, dopo essersi presi la briga di conoscere la terra che occupavano, gli inglesi riuscirono a migliorare la loro colonia. Gli altri coloni europei crearono piantagioni di caffè e, già negli annì50, la popolazione bianca aveva raggiunto le 80.000 unità. Costrette a partecipare al sistema economico creato dagli europei, le varie tribù, tra cui i Kikuyu, mantennero comunque intatta la loro voglia di lottare. Harry Thuku, uno dei primi leader dell'associazione politica kikuyu, venne stupidamente incarcerato dagli inglesi nel 1922. Il suo successore, Johnstone Kamau (chiamatosi in seguito Jomo Kenyatta) sarebbe diventato il primo presidente del Kenya indipendente.

L'opposizione al regime coloniale crebbe sempre più; il neonato Kenya African Union (KAU) fece sentire forte la propria voce e le proprie richieste. Altre associazioni del genere si unirono all'appello per la libertà, tra cui i Mau Mau, i cui membri (soprattutto Kikuyu) invocavano la cacciata dei bianchi dal Kenya. La Mau Mau Rebellion terminò nel 1956 con la sconfitta dei Mau Mau. Il tributo fu di oltre 13.500 morti africani, tra guerriglieri, civili e militari Mau Mau, e di più di 100 europei.

Kenyatta trascorse diversi anni in carcere o agli arresti domiciliari, ma venne liberato nel 1961 e divenne il capo del nuovo KAU, il Kenya African National Union (KANU). Egli portò il paese all'indipendenza, ottenuta il 12 dicembre 1963 e, sotto la sua presidenza, il Kenya divenne una delle nazioni più ricche e stabili di tutta l'Africa. Alla morte di Kenyatta, avvenuta nel 1978, salì al potere Daniel Arap Moi, membro della tribù Tugen.

Il governo di Moi fu caratterizzato da tensioni interne e dissensi. Non riuscendo ad accettare le critiche che gli venivano mosse, ordinò lo scioglimento delle società tribali e lo smembramento delle università. Nel 1982, le unità aeronautiche della Kenyan Air Force tentarono di mettere a segno un colpo di stato, che fu però sventato dalle forze leali a Moi. L'aeronautica fu smantellata e sostituita da nuovi elementi. Le ondate di pluralismo democratico, che colpirono anche l'Africa alla fine degli annì80 e all'inizio degli annì90, portarono a una sospensione degli aiuti internazionali a favore di Moi.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale e le più grandi istituzioni di assistenza chiesero la cessazione della repressione da parte del governo e un allentamento della politica d'oppressione. Moi accolse le richieste e, per sua grande gioia, nelle elezioni del 1993 l'opposizione si diede la zappa sui piedi: il mancato raggiungimento di un accordo sul nome di un leader da parte del Forum for the Restoration of Democracy (FORD) portò alla divisione del partito in tre gruppi, vanificando ogni possibilità di successo. Moi, unico beneficiario della vanagloria del FORD, vinse con appena un terzo dei voti.

Nel 1995 venne creata una nuova compagine politica per cercare di riunificare la frammentata opposizione: il partito Safina, fondato da Richard Leakey, famoso antropologo, uomo di grande saggezza e con un attiva militanza politica alle spalle. Nonostante i continui fastidi da parte del governo, Safina è comunque riuscito a compiere alcuni passi avanti. Alla fine del 1997 il Kenya si è recato nuovamente alle urne. Malgrado le accuse di brogli e le intimidazioni dei canditati dell'opposizione, Moi è riuscito un'altra volta a mettersi a capo del governo con poco più del 40% dei voti. Benché Moi abbia promesso di eliminare completamente la corruzione dagli apparati governativi, nel paese sembra regnare un clima di rassegnazione, con i deputati ben avvinghiati ai loro posti almeno fino al prossimo secolo, quando Moi non potrà fare altro che ritirarsi con dignità.

Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come vicepresidente) e dopo un ennesimo tentativo di preparare una nuova costituzione ad hoc prima delle elezioni di fine 2002, Arap Moi ha licenziando ministri importanti e meno importanti e ha indicato quale suo successore Uhuru Kenjatta (figlio dell'ex presidente Kenjatta), uomo d'affari senza grande esperienza politica, da poco incaricato di reggere il ministero dei governi locali. Ma il 30 dicembre 2002 centinaia di migliaia di persone hanno assistito alla cerimonia del giuramento del nuovo presidente Mwai Kibaki, che per dieci anni era stato il vicepresidente del governo Moi.

Kibaki ha fatto della lotta alla corruzione il proprio cavallo di battaglia. Fonti diplomatiche hanno calcolato che il Kenya, tra il 1990 e il 1997, abbia perso proprio a causa della corruzione 870 milioni di dollari. Il nuovo presidente ha abolito le tasse scolastiche nelle scuole elementari, compiendo subito una delle promesse della campagna elettorale. Caduta la barriera economica per l'accesso all'istruzione, si è verificato il sovraffollamento nelle classi, un problema nuovo che è stato risolto garantendo agli esclusi una preiscrizione per l'anno prossimo.
Costituzione

Il Kenya è una Repubblica presidenziale. Attuale Presidente dello Stato è Emilio Mwai Kibaki, per dieci anni vicepresidente del governo Moi. Il sistema di governo prevede un Presidente, che detiene il potere esecutivo e che dura in carica 5 anni, e un'assemblea legislativa formata da 210 membri, dal procuratore capo, dal presidente del parlamento e da 12 membri nominati dai principali partiti presenti in parlamento,in proporzione al numero di seggi ottenuti alle elezioni.

Ufficialmente il Kenya è uno stato pluripartitico, ma l'ex partito di governo, il Kanu (guidato fino a poco tempo fa da Daniel Arap Moi), ha più volte intimato ai partiti di opposizione di non interferire nella politica se non nel periodo elettorale.
Situazione politica

Nell'agosto del 1998, i terroristi hanno bombardato le ambasciate americane di Nairobi e Dar es Salaam, uccidendo più di 250 persone e ferendone più di 5000, a dimostrazione del fatto che nell'odierno Kenya sono in aumento le tensioni sociali e politiche. L'estate del 1999 ha segnato l'inizio di una lunga siccità, che è continuata nel 2000.

Il 28 novembre 2002 un attacco suicida, a venti chilometri da Mombasa, ha distrutto un hotel di proprietà israeliana, provocando tredici vittime; quasi in contemporanea un aereo di una compagnia charter israeliana al momento del decollo dall'aeroporto di Mombasa è stato sfiorato da due missili.

Dopo 24 anni da presidente (preceduti da 13 anni come vicepresidente) e dopo un ennesimo tentativo di preparare una nuova costituzione ad hoc prima delle elezioni di fine 2002, Arap Moi ha licenziando ministri importanti e meno importanti e ha indicato quale suo successore Uhuru Kenjatta (figlio dell'ex presidente Kenjatta), uomo d'affari senza grande esperienza politica, da poco incaricato di reggere il ministero dei governi locali. Ma il 30 dicembre 2002 centinaia di migliaia di persone hanno assistito alla cerimonia del giuramento del nuovo presidente Mwai Kibaki, che per dieci anni era stato il vicepresidente del governo Moi.
Economia

Dall'inizio degli annì90 il governo keniota ha avviato una seria politica di riforme e di liberalizzazione economiche. Tra le misure approntate, la rimozione delle licenze di importazione, del controllo sui prezzi, del controllo sugli scambi con l'estero, l'attuazione di politiche molto restrittive su fisco e moneta e la riduzione del peso del settore pubblico attraverso una politica di privatizzazione di imprese statali e ridimensionamento dei servizi civili.

Le riforme, supportate da Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e diversi paesi donatori, hanno consentito al Kenya di registrare un miglioramento delle sue performance economiche, soprattutto dopo le difficoltà vissute dal paese nei primi annì90.

A partire dal 1997 la crescita del Paese ha avuto comunque un notevole rallentamento. Tra le cause principali le violenze politiche che hanno infiammato il paese, danneggiando non poco l'industria turistica. Quindi la scarsa attenzione nell'attuazione delle politiche di riforma della struttura economica e di lotta alla corruzione, soprattutto nei settori pubblici. A peggiorare ulteriormente la situazione sono intervenute, trà97 è98 (in coincidenza con l'esplosione del fenomeno meteorologico del Nino), precipitazioni piovose torrenziali che hanno disastrato raccolti e rovinato molte infrastrutture.

Gli istituti internazionali considerano che, nel lungo termine, ostacoli allo sviluppo economico del Kenya arriveranno da scadenti riserve energetiche, dalla persistente e preminente presenza dello stato nei settori chiave dell'economia, da una corruzione endemica e dall'eccessivo tasso di crescita della popolazione.
Festival e tradizioni popolari

L'evento più spettacolare dell'anno viene organizzato dalle mandrie di animali selvatici. Tra luglio e agosto, milioni e milioni di goffe antilopi si spostano in massa dal Serengeti alla ricerca di pascoli più verdi, per poi dirigersi nuovamente verso sud intorno al mese di ottobre. Il luogo migliore per osservare il fenomeno è il parco di Masai Mara. Le vere e proprie festività nazionali del Kenya sono il Kenyatta Day (20 ottobre) e l'Independence Day (12 dicembre).
Links

www.magicalkenya.com

www.tourismkenya.com
Sito ufficiale dell'Ufficio del Turismo del Kenya; in lingua inglese.
Guide

Kenya - Tanzania. ClupGuide .

F. Borelli: Kenya - Tanzania. Touring Club Italiano, 1997.

J. Bindloss, M. Fletcher, T. Parkinson: Kenya. EDT 2002.

PRIMA DEL VIAGGIO


Burocrazia e sanità in cifre

Visto


Obbligatorio

Passaporto


Valido almeno 6 mesi dal momento della richiesta del visto

Febbre gialla


Obbligatoria se si proviene da zone infette

Profilassi antimalarica


Consigliata

Vaccino Epatite A ed antitifico


Consigliati

Vaccino Epatite B


Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare

L'alta stagione turistica va da gennaio a febbraio, in quanto il clima - sempre caldo e umido - è considerato in questo periodo più sopportabile. In questi due mesi, inoltre, si verificano le grandi ondate migratorie di volatili che dal Kenya si dirigono ai laghi di Rift Valley. Il periodo che va da giugno a settembre è considerato stagione di passaggiò, in quanto ha un clima ancora piuttosto secco, mentre tra marzo e maggio (e in misura minore da ottobre a dicembre) si scatenano le piogge che, solitamente, non impediscono ai turisti di compiere escursioni. In questi mesi la situazione è molto più tranquilla: negli alberghi ci sono più camere disponibili e a prezzi più accessibili.
Burocrazia e visti

Il turista italiano che intende recarsi in Kenya dev'essere in possesso del passaporto valido almeno 6 mesi dal momento della richiesta del visto e di un biglietto di andata e ritorno. Dal 1 marzo 2001 il governo kenyota ha reintrodotto l'obbligo del visto turistico per tutti gli stranieri che intendono recarsi in Kenya anche per periodi inferiori a 30 giorni. Pertanto i cittadini italiani dovranno munirsi di tale visto, del costo di 40 euro e valido 6 mesi (20 dollari per quello con validità di 1 settimana), presentando una foto formato tessera, il passaporto e compilando un modulo di richiesta da presentare all'Ambasciata del Kenya, Via Archimede 164, Roma (tel. 06-8082717). In alternativa, il visto può essere richiesto anche al momento dell'arrivo in aeroporto in Kenya o agli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Il visto va utilizzato entro tre mesi dalla data del rilascio e consente generalmente una permanenza massima nel Paese di tre mesi.


Telefono

Per telefonare dall'Italia al Kenya è necessario fare il prefisso 00254 cui far seguire il numero desiderato preceduto dal prefisso della località senza lo 0.

Per telefonare dal Kenya in Italia digitare lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato.
Vaccinazioni

Consigliati il vaccino antiepatite A e B e l'antitifica. Il vaccino contro la febbre gialla è obbligatorio per coloro che provengono da zone infette.

Per quanto riguarda la malaria (forma maligna da P. falciparum con forte resistenza alla clorochina), essa è presente nella zona costiera, nelle aree prossime al Lago Vittoria ed in alcuni parchi, soprattutto durante e subito dopo la stagione delle piogge (marzo-giugno ed ottobre-novembre). Vi sono normalmente pochi rischi nella città di Nairobi e sugli altipiani (al di sopra dei 2500 m) delle province Centrale, Valle del Rift, Orientale, Occidentale e Nyanza.
Da mettere in valigia

Abbigliamento estivo in cotone, anche se è consigliabile qualcosa di pesante per la sera. Ottime le scarpe da trekking se pensate di fare dei safari di più giorni in un parco nazionale. Portate con voi anche repellenti per le zanzare e una pila. Farmacia da viaggio e creme solari.
Elettricità

La corrente è a 240 volt. La maggior parte degli alberghi possiede adattatori da affittare giornalmente con spesa minima.
Indirizzi utili burocrazia

Ambasciata del Kenya


Via Archimede 164, Roma, tel.06.8082717; fax 06.80822707

Consolato del Kenya


C.so Italia 21, Trieste, tel. 040630284

Ambasciata d’Italia in Kenya


International House - 9th Floor, Mama Ngina Street, P.O.Box 30107, Nairobi, tel. 020 337356/337777 - 337320 - 337373 - 337016

e-mail: italdipl@ambnair.org.

Consolato onorario d'Italia


Southern Engineering, P.O.Box 80443, Mombasa, tel. 041312626, cell. (00254 733) 631480
e-mail: castellano@oceanfreight.co.ke


Lamu Road, (Post Office Area), Mulla Building P.O. Box 704, Malindi, tel.042- 20502/31170 ; cell. (00254 722) 825392


Indirizzi utili turismo e cultura

Ufficio del turismo (Kenya Tourist Board)


Kenyake Towers, Ragati Road, Upper Hill
P.O.Box 30630, Nairobi, tel. 02.719924/26/28/31; fax 02.719925; www.magicalkenya.com;
e-mail: info@kenyatourism.org



Malindi Centre, Lamu Rd, Malindi, tel. 0123-70747.

Ufficio del Turismo in Italia


Corso Marconi 33, Torino, tel.11.6687550; fax.11.6680785; www.kenyatourism.org



Via Salaino 12, Milano, tel. 0248102361

Kenya Association of Hotel Keepers and Caterers


P.O. Box 46406, tel. 02-726642; fax 02 721505

Youth Hostel Association


P.O.Box 48661, Nairobi, tel. 02-721765; fax: 02-724862
e-mail: kyha@africaonline.co.ke

Young Men's Christian Association (YMCA) e
Young Women's Christian Association (YWCA)


P.O.Box 63063, Nairobi, tel. 02-72 63 98


Indirizzi utili sicurezza

Polizia


tel. 222222

Pronto soccorso


tel. 222181, 222182, 222183

Emergenze


tel. 999

Soccorso stradale


tel. 02-825067 per tutto il Paese, 24 h su 24
 
IL VIAGGIO
Quanto stare

Un soggiorno che permetta di visitare le bellezze del Paese richiede una permanenza minima di almeno 2 settimane; i safari nei parchi naturali organizzati da tour operator esperti durano dai 3 agli 11 gg.
Come arrivare
Ulteriori opzioni di ricerca

Il mezzo più comodo e veloce per arrivare in Kenya dall'Italia è ovviamente l'aereo. Voli diretti Milano/Roma-Nairobi (circa 7 ore e 30 min. di viaggio) sono offerti dalla compagnia kenyota East African (tel. 199141010; www.eastafrican.it) con cadenza bisettimanale. L'aeroporto internazionale Jomo Kenyatta di Nairobi, collegato a numerosi scali europei e statunitensi, è il principale nodo di trasporti dell'Africa orientale. È più probabile ottenere un biglietto a prezzo relativamente contenuto partendo da Nairobi, ma vale comunque la pena verificare la disponibilità degli economici voli charter da Mombasa per l'Europa.

Potete recarvi dal Kenya alla Tanzania in autobus. Le strade principali passano per Mombasa e Nairobi e si dirigono a Dar es Salaam, oppure collegano Nairobi ad Arusha e Moshi. Un treno settimanale collega Voi in Kenya a Moshi in Tanzania. Traghetti e, talvolta, dhows fanno la spola tra Mombasa, Zanzibar e Dar es Salaam.

Se giungete in Kenya con un vostro mezzo di trasporto e possedete un carnet de passage valido, potrete entrare nel paese ottenendo alla frontiera un permesso gratuito per tre mesi, ma ricordate che per percorrere alcune strade della parte nordorientale è necessario ottenere il permesso dalla polizia.
Il principale valico di confine per l'Uganda si trova a Malaba, oppure a Busia, se provenite da Kisumu. Nairobi e Kampala, la capitale dell'Uganda, sono collegate da strade e linee ferroviarie. Esiste anche un valico di confine con l'Etiopia, utilizzato di frequente dai turisti e dai mezzi pesanti diretti a Moyale. Attualmente, non c'è nessun modo di entrare o uscire dal Kenya via terra passando per la Somalia o il Sudan.
Tasse di ingresso e di imbarco

La tassa aeroportuale per i voli internazionali è di US$20.
Cosa vedere e cosa fare

Nairobi, a capitale del Kenya, è cosmopolita, vivace, interessante, gode di una piacevole posizione e, in generale, è un buon posto per realizzare piccoli affari. È possibile attraversare il distretto commerciale del centro, da un capo all'altro, in soli 20 minuti; la zona è inoltre ideale per assaporare la moderna vita urbana africana.

Come gran parte delle città, anche Nairobi possiede un mercato molto vivace e attive aree commerciali, sobborghi per gli impiegati e per la classe media e immense ville con giardini pensili per i più abbienti. I sobborghi cittadini sono luoghi pieni di energia, aspirazioni e opportunità, dove operai, esausti conducenti di matatù (minibus), disoccupati e gente senza scrupoli si mescolano a turisti squattrinati, prostitute, borseggiatori, liceali, venditori ambulanti di cibo, guardie sonnolente e piccoli spacciatori di merci illecite. Tutti questi personaggi ruotano attorno a River Rd, una strada centrale che vale la pena visitare anche se non è consigliabile alloggiare da queste parti. La maggior parte dei turisti preferisce dormire e mangiare nel centro di Nairobi; trovare un albergo tranquillo su una strada silenziosa da queste parti potrebbe dunque rivelarsi un arduo compito. Sono molto interessanti e facilmente raggiungibili il National Museum, lo Snake Museum e il National Archives, nel quale ultimo troverete non solo i soliti, freddi documenti, ma anche dipinti e mostre di artigianato. Nelle immediate vicinanze della metropoli si trova il Nairobi National Park, la più accessibile tra le meraviglie naturali del paese. Se viaggiate con bambini, non mancate di portarli a visitare il vicino e divertente Ostrich Park.

Mombasa, il più importante porto sulla costa orientale africana (712.600 abitanti), è una città calda, fumosa e ricca di storia, risalente al XII secolo. Da secoli dominio esclusivo dei musulmani, la città venne in passato attaccata dai Portoghesi che, nel 1505, la rasero al suolo. Fu ricostruita in fretta e furia per essere poi nuovamente ridotta a un ammasso di macerie da un governatore di Mombasa, armato fino ai denti, durante la lunga battaglia contro i Portoghesi. Passeggiando per la Città Vecchia, che reca ancora molte testimonianze di questo turbolento periodo, potrete ammirare molti deliziosi balconi e facciate dei negozi in legno decorato. L'attrazione principale della parte vecchia è Fort Jesus, la fortezza che domina l'ingresso al porto: fu costruita dai Portoghesi nel 1593 e cambiò occupanti nove volte tra il 1631 e il 1875. Trasformata oggi in museo, la fortezza presenta un'interessante combinazione di elementi architettonici italiani, portoghesi e arabi.

Il nucleo centrale della città si sviluppò sull'Isola Mombasa, collegata alla terraferma tanto a nord quanto a sud. La stazione ferroviaria si trova al centro dell'isola, vicina a numerosi buoni alberghi, ristoranti e luoghi interessanti. Una fascia di bellissime spiagge si estende lungo la costa appena a sud della città. Mombasa è collegata a Nairobi da numerosi voli, treni e autobus. È in funzione anche un regolare servizio di autobus e traghetti tra Mombasa e la Tanzania.

Nella parte settentrionale del Marsabit National Park & Reserve vivono i grandi mammiferi del Kenya: leoni, leopardi, ghepardi, rinoceronti, bufali, facoceri, zebre, giraffe, iene e gazzelle. Dal momento che la regione è ricoperta da una fitta foresta non avrete molte possibilità di avvistare gli animali, a meno che non decidiate di trascorrervi un po' di tempo, magari campeggiando presso Lake Paradise, un lago vulcanico che fa onore al nome che porta. Si tratta di un luogo incantevole per sperimentare la vita in armonia con la natura; inoltre, pochi altri campeggi del Kenya possono vantare simili paesaggi e una tale tranquillità.
Marsabit, la cittadina più vicina al parco, è collegata da un servizio di autobus con la città keniota di Isiolo, vicino al monte Kenya.

Lamu è una fantastica cittadina piena di meraviglie, ammantata da un'atmosfera medievale. Popolata quasi esclusivamente da musulmani, la più antica città abitata del Kenya non ha cambiato di molto l'aspetto e il carattere nel corso dei secoli. In passato florida cittadina portuale, oggi Lamu è un centro fuori mano e autosufficiente, estremamente tranquillo e rilassante. Nessun'altra città swahili, ad eccezione di Zanzibar, è in grado di offrire tanta ricchezza culturale e un tradizionale stile architettonico ancora intatto (antenne televisive a parte). Potrete avere un eccellente panorama della cultura e della storia della città visitando il Lamu Museum, sul lungomare. Se il museo riuscirà a stuzzicare la vostra curiosità sulla cultura swahili, allora non mancate di ammirare l'edificio, splendidamente restaurato, che ospita lo Swahili House Museum. Una delle più bizzarre attrazioni di Lamu è il Donkey Sanctuary. È vivamente consigliabile fare un giro in dhow.
Adagiata sull'Isola Lamu, lungo la costa superiore del Kenya orientale, Lamu è raggiungibile con imbarcazioni diesel in partenza da Mokowe, sulla terraferma; in alternativa potete prendere un volo che atterra nella vicina isola di Manda.

La Masai Mara National Reserve, (Mara, come lo chiamano i veterani), il più frequentato parco faunistico del Kenya, ricchissimo di animali selvatici, è una riserva naturale (dove le tribù Masai hanno il premesso di lavorare la terra e di cacciare) che si estende su una superficie niente affatto piatta di 320 kmq e occupa un'ampia porzione del Serengeti. Molti turisti si avventurano nell'esplorazione di almeno una parte delle vaste praterie, procurando di non occupare la pista battuta della fauna selvatica durante l'annuale migrazione di massa. Al confine occidentale del parco si trova lo spettacolare Esoit Olooloo (Siria) Escarpment, mentre la più alta concentrazione di animali si registra lungo i bordi della riserva. Dovunque sono visibili grandi branchi di leoni e, con un pizzico di fortuna, potrete vederli impegnati a cacciare. Nel parco vivono anche numerosi esemplari di elefanti, bufali, zebre e ippopotami. Riserva naturale piuttosto che parco nazionale. All'interno del Mara sorge anche un villaggio Masai aperto ai turisti. Masai Mara, collegata a Nairobi da due voli giornalieri, ospita un gran numero di alberghi. La cittadina provinciale di Narok - poche ore di macchina a ovest di Nairobi - costituisce il principale ingresso al parco.

L'attività più ovvia da svolgere in Kenya è il safari, del quale ricordate però che esistono varie tipologie. I safari su cammello, nelle aree tribali di Samburu e Turkana, tra Isiolo e il Lago Turkana, sono senza dubbio i più indimenticabili. Il più rinomato parco faunistico del Kenya è la splendida Masai Mara National Reserve, a ovest di Nairobi. Gli altri parchi degni di nota sono quello di Amboseli, in cui vivono i rinoceronti neri, la fitta foresta di Kakamega che ospita oltre 330 specie diverse di uccelli e l'altrettanto ricco Lago Baringo.

Il mt Kenya è certamente il luogo più adatto per il trekking; se preferite località panoramiche ma meno impervie, vi consigliamo il mt Elgon, al confine con l'Uganda e le Ngong Hills, vicino a Nairobi. Il Kenya è anche famoso per le battute di pesca al largo delle coste di Malindi, ma sta prendendo sempre più piede anche il rafting sulle rapide mozzafiato del fiume Athi/Galana. Alcuni lodge nel Masai Mara offrono viaggi in mongolfiera, da cui potrete godere una splendida e silenziosa vista panoramica aerea del Serengeti. I dintorni di città costiere come Malindi e l'arcipelago di Lamu, offrono ottime possibilità agli amanti delle immersioni subacquee, del windsurf nonché bellissime spiagge su cui sdraiarsi al sole.


Dormire

è possibile trovare sistemazioni alberghiere per ogni esigenza, dagli hotel di lusso presenti nella capitale e nelle più rinomate località turistiche, agli alloggi economici, ai lodge, agli ostelli presenti delle città principali. Nei parchi naturali le possibilità di alloggio sono offerte da campeggi, campi tendati, lodges.

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Mangiare

Vi sono numerosi ristoranti di medio-buona qualità a prezzi bassi rispetto agli standard europei, soprattutto sulla costa tra Mombasa e Malindi (8-15 euro). Vi sono poi anche ristoranti più costosi con menu a base di pesce e crostacei. Per chi vuole evitare problemi di stomaco è meglio evitare i venditori ambulanti, a parte coloro che vendono frutta (ovviamente freschissima e naturale), da mangiare dopo averla accuratamente sbucciata. Il coco de agua (il cocco appena colto, e non secco) è tra i frutti più buoni che abbia mai gustato e anche molto dissetante nelle giornate particolarmente calde.

La cucina del Kenya si compone essenzialmente di pesanti pietanze ripiene con fagioli o salsa di carne. Per la popolazione locale, si tratta di cibo per la pura sopravvivenza: la massima sazietà al minimo costo. Il principale piatto nazionale del Kenya è il famoso nyama choma, ovvero carne di capra alla griglia. Nella zona costiera le specialità swahili riflettono i contatti avuti con i mercanti arabi e con altri popoli che commerciavano sulle rotte dell'Oceano Indiano; vengono infatti usate in abbondanza spezie e noci di cocco e i risultati sono di solito eccellenti.

I sambusa sono con ogni probabilità lo spuntino più comune: sono frittelle di forma triangolare, fritte e farcite di carne macinata speziata. Su quasi ogni angolo della strada troverete qualcuno che vende pannocchie arrostite sulla brace; un altro snack facile da reperire è la patata dolce fritta, mangiata calda e cosparsa di succo di limone e di un pizzico di peperoncino in polvere. Gli amanti della birra troveranno di che saziare le loro voglie. I kenyoti amano la loro birra tanto quanto le loro danze; nel paese infatti esiste un importante birrificio. Tra i succhi di frutta il più comune è quello fatto col frutto della passione, sempre fresco e molto buono.
Posta e telefono

Per telefonare all'interno del Paese è necessario far precedere il prefisso della località desiderata preceduto dallo 0 e seguito dal numero desiderato. Le telefonate sono più care se fatte dagli alberghi. Il sistema GSM 900/1800 consente l'uso dei cellulari.

Le poste sono affidabili ma molto lente. è consigliabile lasciare la posta da spedire alla reception degli alberghi che si incaricheranno di effettuare il servizio.


Moneta, carta di credito e cambio

Moneta ufficiale del Kenya è lo Scellino kenyota (KSh), diviso in centesimi. I dollari americani sono più facilmente convertibili (1 $ = 78,15 KSh; 1 euro=94,72 KSh). Le banche sono aperte dal lun. al ven. con orario 9-14 mentre la banca dell'aeroporto è aperta 24 ore su 24. Le banche applicano commissioni piuttosto alte, più convenienti sono i foreign exchange bureau. Le carte di credito sono accettate solo nei grandi centri.
Spostarsi

In Kenya ci sono 250 aeroporti (di livello molto variabile) e un gran numero di linee aeree che collegano Nairobi con Mombasa, Kisumu, Nanyuki, Malindi, Lamu, i parchi e riserve nazionali di Amboseli, Masai Mara e Samburu . Voli interni sono effettuati dalla Flamingo Airlines (www.flamingoairlines.com) dalla Regional Air (www.regionalair.net) e dall' Air Kenya (www.airkenya.com). Molti voli sono quasi sempre completi, anche perché gli spostamenti in aereo, sia all'interno del Kenya sia per i paesi confinanti, sono un modo relativamente sicuro ed economico per coprire lunghe distanze.Molto utilizzati sono anche i treni, nonostante le condizioni di carrozze, binari e altre infrastrutture lascino piuttosto a desiderare. In genere i treni viaggiano in orario e sono molto più sicuri degli autobus o dei matatu. Una linea passeggeri della Uganda Railways collega Mombasa a Nairobi in 13 ore circa e continua per Malaba, al confine con l'Uganda.

Il Kenya possiede un regolare servizio di autobus (Kenya Bus Services), matatu (caratteristici bus locali molto convenienti, per i quali è richiesta una buona capacità di adattamento), taxi collettivi e normali taxi privati. Per questi ultimi, la contrattazione è d'obbligo prima di salire essendo totalmente sprovvisti di tassametro. A causa delle grandi distanze tra una città e l'altra e del traffico caotico lungo le principali strade, la bicicletta viene utilizzata essenzialmente nei centri urbani.

Il noleggio di un veicolo per visitare il Paese, o quanto meno i parchi nazionali, è piuttosto costoso, ma costituisce un'ottima soluzione in grado di rendervi indipendenti e, in genere, è l'unico modo per raggiungere le zone più remote del paese. è consentita la guida con la patente italiana a chi abbia almeno 23 anni compiuti e possegga la patente da più di 2 anni. La benzina normale costa 58,29 KSh al litro, uno scellino in più per quella super (si consiglia di portare sempre in auto, per sicurezza, una tanica di benzina). Le strade del Kenya sono quasi tutte in buone condizioni. Prenota il noleggio auto con Expedia.it

Una delle esperienze più belle e indimenticabili, riservate agli amanti del mare, è una crociera in dhow lungo le coste keniote dell'Africa orientale. Alcuni tra i più popolari e dispendiosi viaggi in mare partono da Nyali, di fronte all'Isola Mombasa.
Sanità

Al fine di evitare infezioni gastro-intestinali si raccomanda ovunque di non mangiare cibi crudi (alberghi e ristoranti compresi) e di bere sempre bibite confezionate, acqua minerale o filtrata, senza aggiungere ghiaccio. Le principali malattie endemiche presenti in Kenya sono: amebiasi, giardia, parassitosi intestinale, tifo, epatite A, schigellosi, malaria, colera. Altre malattie endemiche più rare sono la bilarzia e la tripanosomiasi (malattia del sonno). Altissima incidenza di infezione da HIV (AIDS) in tutto il Paese. Attenzione agli animali rabidi e ai serpenti.

è altamente raccomandata un'assicurazione sanitaria, dato il costo molto elevato delle cure nel Paese, almeno di quelle di livello comparabile a quello europeo, e dell'eventuale rimpatrio sanitario.

Rimpatri di emergenza possono essere effettuati attraverso compagnie private, quale la "Flying Doctors", che possono trasportare il malato a Nairobi, da dove l'Italia è praticamente raggiungibile ogni giorno. I costi del trasporto con aereo speciale sono naturalmente molto elevati.
Disabili

I viaggiatori disabili incontrano molte difficoltà in Kenya. Le strutture turistiche attrezzate sono molto scarse e limitate agli alberghi e ai lodge più costosi. Alcuni indirizzi utili per chi comunque non vuole rinunciare a questo Paese:

ravel Scene Services (02-215404) travelscene@insightkenya.com è un'agenzia che ha molta esperienza con i viaggiatori disabili.

Molti alberghi della catena Lonrho Hotels (Nairobi 02.216940) hanno servizi specifici per i disabili.

Nell'Amboseli National Park, l' Ol Tukai lodge(a Nairobi 02-540780) ha due cottage per i disabili.

Per maggiori info rivolgersi a Mondo Possibile tel.011-309 6363, fax 011-3091201
Sicurezza

A Nairobi la sicurezza è un vero problema, soprattutto di notte, e non per niente la città dai residenti viene anche chiamata "Nairobbery" (dall'inglese robbery, 'rapinà). Rilevante è infatti il numero di rapine di autovetture, non solo del tipo fuoristrada, anche in zone abbastanza centrali della città. Di recente si sono verificati numerosi casi di rapine a mano armata con scontri a fuoco anche in zone densamente abitate. A rischio anche tutte le strade extra-urbane nelle ore notturne, nonchè gli slums (quartieri poveri o baraccopoli).

Zone a rischio sono considerate i distretti di Isiolo e Marsabit (da visitare eventualmente solo con scorta da richiedere alla polizia); le zone di confine con Somalia ed Etiopia; la regione del lago Turkana e le strade di collegamento Malindi-Lamu (si raccomanda di recarsi a Lamu solo per via aerea; collegamenti regolari da Nairobi, Mombasa, Malindi) e Malindi-Garissa.

Cautela nella regione di Trans-Nzoia (violenti incidenti legati al furto di bestiame). Sebbene le zone dei parchi siano generalmente piuttosto sicure, si consigliano le visite con guide autorizzate e si raccomanda di rivolgersi ad agenzie riconosciute per organizzare gli spostamenti all'interno del Paese. In generale si sconsiglia vivamente l'uso degli autobus per lunghi tragitti; di recente si sono verificati numerosi gravissimi incidenti che hanno coinvolto questo tipo di mezzi, per lo più addebitabili allo scarso rispetto delle più elementari norme di sicurezza da parte degli autisti.

La legge in vigore sulle sostanze stupefacenti prevede una pena minima di 10 anni per il solo possesso per uso personale di droghe leggere e di 20 per quelle pesanti.
Comportamenti

è raccomandato il rispetto assoluto del divieto di fotografare affisso sui principali edifici pubblici mentre è buona norma di condotta non fotografare le persone senza il loro consenso.

Evitare di muoversi in abbigliamento succinto soprattutto nelle zone abitate da musulmani (zona costiera). La nudità e il "topless" sulle spiagge sono proibiti

è severamente proibito portare fuori dal Kenya i seguenti articoli e loro derivati: avorio di elefante, corno di rinoceronte, tartaruga marina, coralli e madrepore, pelli di rettili.