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Walt Whitman

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«ttraversai una volta una città popolosa / imprimendomi nel cervello, per più tardi servirmene / gli esperti, le architetture, gli usi e le tradizioni / Ebbene, adesso di tutta quella città ricordo appena»
(W.Withman)
Walt Whitman - 1883

Walt Whitman (New York, 31 maggio 1819 - 26 marzo 1892) è stato un famoso poeta e scrittore americano; è conosciuto per essere l'autore della famosa raccolta di poesie Foglie d'erba (pubblicata in diverse edizioni a partire dal 1855).

Fu cantore della libertà (ma anche della sessualità e della omosessualità) e di un ideale visionario che pone l'uomo come momento centrale rispetto al senso di percezione e comprensione delle cose. Cantò, soprattutto, l'essenza di quello che diventerà successivamente il sogno americano. Dalla sua opera proviene la celeberrima ode che inizia con il verso "Oh Capitano, mio capitano" (filo conduttore del film L'attimo fuggente).

Nato da una famiglia di umili condizioni, canterà il suo luogo natale - West Hill, sobborgo di Long Island - come l'isola "a forma di pesce". Suo padre, Walter, si dedicava a mestieri di vario genere, dal contadino, al muratore, al carpentiere, al falegname. La madre, Louisa Van Velsor, aveva con il figlio un rapporto privilegiato: se ne ha testimonianza dalla corrispondenza che intercorse tra i due; da essa si può arguire come la comunicazione fra madre e figlio potesse superare gli ostacoli frapposti dalla scarsa alfabetizzazione di Louise.

Per approfondire, vedi la voce Walt Whitman (poetica).

Indice

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[modifica] Vita e Opere

 

[modifica] Infanzia e formazione

La famiglia di Whitman era composta - oltre che dai genitori - da nove fratelli, due dei quali rivelarono ben presto notevoli handicap intellettuali.

Il poeta che canterà la vita, "immensa in passione, pulsazioni e forza", non aveva che quattro anni quando si trasferisce con la famiglia a New York. Era l'anno 1823 e nel quartiere di Brooklyn frequenta le scuole pubbliche dal 1825 al 1830.

La carriera scolastica di Walt fu quindi breve ed egli ben presto iniziò a lavorare provando i mestieri più diversi. Fu dapprima ragazzo di studio presso un dottore ed un avvocato e nello stesso anno incominciò l'attività di apprendista in una tipografia presso la quale, lasciati per un po' gli altri impegni, rimase fino al 1834. Dopo l'apprendistato, diventò lui stesso tipografo a New York fino al 12 agosto del 1835 quando, a causa di un grosso incendio scoppiato in città che distrusse la tipografia, dovette abbandonare il lavoro.

Nell'estate del 1836 inizia ad insegnare in piccole scuole della provincia del nord-est: Norwick, Long Island, Hampstead, Babylon, Smithtown, lavoro che manterrà per un anno e mezzo.

A Long Island inizia nel 1838 la sua avventura giornalistica e fonda il settimanale "Long Islander" di Huntington che durerà fino al 1839, ma nel 1840 ricomincia ad insegnare come maestro presso diverse scuole.

Nel maggio del 1841 trova impiego come tipografo presso il "New World" di New York, inizia la sua collaborazione con la rivista "Democratic Review", nel 1842 passa alla redazione del quotidiano "Aurora" e per poco tempo dell'"Evening Tattler".

Nel mese di agosto del 1845 ritorna a Brooklyn dove collabora con il "Long Island Star" fino al marzo del 1846 quando diventa redattore del "Brooklyn Daily Eagle".

 

[modifica] Il primo viaggio

Il primo viaggio sulle strade del continente avviene nel febbraio del 1848, quando gli viene offerto un impiego presso il "Crescent" di New Orleans. Walt raggiunge la città attraverso un complicato itinerario che lo porterà per ferrovia via Baltimora e Cumberland, poi per strada attraverso le montagne e il Cumberland Gap, e ancora, per via fiume, discendendo l'Ohio e il Mississippi, fino al porto della Louisiana.

A New Orleans rimane solo tre mesi ed è questo un periodo poco conosciuto e sul quale si sono fatte numerose congetture. Si è parlato di amore appassionato, amore deluso e persino di un figlio illegittimo, ma nessuna di esse ha mai trovato valido sostegno.

Si sa solo che dopo solo tre mesi Whitman raggiunge New York via i Grandi Laghi e il Canada dopo aver visitato le Cascate del Niagara, per poi salire a bordo della nave che, lungo l'Hudson, lo porta a Brooklyn dove dirige, fino a tutto il 1849, il "Freeman", un giornale legato al partito antischiavista "Freesoil".

Dopo questo breve periodo giornalistico, dal 1850 al 1859, Walt ricomincia a lavorare come tipografo poi si mette ad aiutare il padre come falegname e costruttore edile.

 

[modifica] Critica e opinione pubblica divisi

Legge intanto i classici in modo disordinato e inizia a pubblicare prose e poesie, abbastanza promettenti, su riviste e giornali, scritti che usciranno raccolti in volume solo postumi:

  • The Gathering of the Forces (1920)
  • The Uncollected Poetry and Prose (1921)
  • The Half-Breed and Others Stories (1927)
  • I Sit and Look Out (1932).

Quanto fu divisa l'opinione pubblica - ma anche la critica ufficiale - riguardo all'opera innovatrice di Whitman (evidente in maniera particolare nel suo principale lavoro, Foglie d'erba) lo si può ben comprendere dal fatto che - assunto nel gennaio 1865 dal Dipartimento dell'interno - venne licenziato nel giugno del medesimo anno in quanto "autore di un libro scandaloso" (e il riferimento all'esaltazione degli elementi sessuali nei suoi testi era in questo caso piuttosto esplicito). Solo nel 1867 lo scrittore otterrà un posto di cancelliere giudiziario.

Nel 1869, una vedova inglese, Anne Gilcrist, dopo la lettura delle poesie di Whitman, si innamora del poeta ed inizia con lui una fitta corrispondenza. Nel 1876, Anne si stabilisce a Filadelfia e vi rimane fino al 1879, anno in cui decide di ritornare in Inghilterra, dove morirà nel 1885.

 

[modifica] Foglie d'erba

Walt Whitman, dalla copertina dell'edizione del 1855 di Foglie d'erba
Per approfondire, vedi la voce Foglie d'erba.

 

[modifica] La malattia

Nel 1873 Whitman viene colto da un colpo apoplettico e resta parzialmente paralizzato, muore in maggio la madre e Whitman si trasferisce presso il fratello George a Camdem nel New Jersey, dove rimarrà sino alla morte, accusando nelle ultime opere, un minore vigore realistico, mentre in esse diventa più evidente la sua componente mistica.

Nel 1873 il poeta prepara, malgrado il suo stato fisico ancora sofferente, i due volumi della Centennial Edition (l'edizione per il centenario della Dichiarazione di Indipendenza).

Sempre nel 1876 Whitman si reca alla Stafford Farm (Timber Creek) per recuperare la forma fisica e il 28 gennaio 1877 egli, completamente ripresosi, tiene una conferenza su Tom Paine a Filadelfia e nell'aprile del 1879 la sua prima conferenza su Abramo Lincoln; a settembre si reca a visitare il Colorado ma si ammala ed è costretto a soggiornare, da ottobre a gennaio, presso il fratello Jeff.

Nell'estate del 1880 si reca in Canada e fa visita a Richard M. Bucke che diventerà il suo futuro biografo.

Nel 1883 viene pubblicata da Bucke la biografia del poeta, sotto la sua supervisione, con il titolo Walt Whitman.

Nel 1884 il poeta acquista una casa a Camdem, nel New Jersey, e intorno a lui si raccoglie un gruppo di discepoli sotto il nome di "Whitman Fellowship".

Nel 1888 pubblica sessantasei nuovi componimenti in November Boughs (Fronde di Novembre) che verranno incluse nella edizione tascabile del 1889 sotto il titolo di "Sand at Seventy" (Sabbie a settant'anni) e precedute dalla prosa autobiografica "A Backward Glance O'er Travelled Roads" (Sguardo retrospettivo alle vie battute), dalla quale Edith Wharton rilevava in seguito il titolo della sua autobiografia, e, nel 1892 (ma datata 1891) uscì, in due volumi, la cosiddetta edizione "del letto di morte", comprendente la raccolta di trentadue poesie Good-Bye My Fancy (Addio, fantasia) nella quale appaiono due composizioni con quel titolo. La seconda di esse è un vero e proprio "congedo".

Il 26 marzo 1892, il poeta muore, quasi in concomitanza con la pubblicazione della raccolta della sua unica opera in prosa, Complete prose Works.

 

[modifica] L'opera completa postuma

Nel 1902, viene pubblicata dai suoi esecutori testamentari, Dr. Richard Mauruce Bucke, Thomas B.Harbed e Horace Traubel l'opera completa in dieci volumi.

 

[modifica] Evoluzione della poetica di Whitman

Il passaggio che intercorre tra il primo Whitman e l'autore delle Foglie è così brusco, inaspettato e imprevedibile, che molti sono stati gli studiosi che hanno cercato di capire la causa della misteriosa crisi che fu capace di trasformare il semplice e illetterato giornalista in un poeta grande e raffinato.

 

[modifica] L'amore di una donna

Alcuni hanno sfruttato la scarsità di notizie sul soggiorno a New Orleans e certe frasi dello stesso Walt, per ipotizzare che il poeta avesse conosciuto in quella città l'amore di una donna che l'avrebbe mutato, ma ciò non poggia su alcun documento valido e anche dopo la presunta esperienza eterosessuale, la vita e l'opera di Whitman rimangono vuote di ispirazioni e presenze femminili.

 

[modifica] La crisi mistica

Altri studiosi hanno parlato di una non precisa esperienza mistica che sarebbe avvenuta, a New Orleans o a Brooklyn, sconvolgendo Whitman a tal punto da far uscire la vena poetica che era racchiusa in lui. Ma, anche se in Whitman esistono senza dubbio forme di misticismo, non è pensabile una crisi così vaga e capace di ottenere immediati risultati. Bisogna quindi prendere atto che il decennio che precede la prima edizione delle Foglie è a tutti ignoto.

 

[modifica] Il turbamento del sentirsi "diverso"

La stesura del libro rappresentò senza dubbio una vittoria e una liberazione (i versi Il canto di me stesso messi all'inizio dell'opera propongono indubbiamente un sofferto programma) e gli ostacoli da superare, senza inventare donne o misticismo, dovettero senz'altro essere molti e difficili.

Uno degli studiosi più attenti di Walt Whitman scarta le ipotesi fantasiose e fa osservare la situazione in cui il giovane poeta si trovava in quegli anni.

Dietro le apparenze di una famiglia americana povera ma numerosa e attiva, la famiglia di Whitman nasconde una diversa realtà. La madre, con la sua generosa fede quacquera, faceva di tutto per proteggere i suoi figli e dar loro affetto, ma la situazione era comunque difficile. Il padre era distrutto dai numerosi fallimenti e in preda a collere violente che scoppiavano sempre più frequentemente. Edward, uno dei figli era ritardato ed epilettico, l'altro, Jessi, sifilitico e una delle figlie, in seguito ad un matrimonio sbagliato, soffriva di crisi depressive.

Walt sta bene di salute ma la sua natura è particolare ed è difficile per la madre, che pur lo ama tanto, comprendere che cosa veramente avesse quel suo figliolo, così strano, con poca voglia di lavorare e che sembrava non interessarsi a niente, nemmeno alle ragazze. Inoltre, a quei tempi sapeva e non sapeva e senza dubbio la rivelazione della sua vera natura l'avrà più tardi, ma già in quegli anni era colto da turbamenti e vergogne che non riusciva a spiegare e la sua vita, in quella prima fase giovanile, era scossa da confuse aspirazioni che alla fine lo lasciavano deluso e che non riuscivano mai a diventare concrete.

Whitman si sentiva la poesia dentro ma era inesperto e, come rivelano le sue prime poesie, ignorava qualsiasi tecnica, non sapeva come si sarebbero espresse quelle sue aspirazioni e non possedeva maestri a cui rivolgersi.

 

[modifica] L'aiuto della frenologia

Ma è a New York che bisogna portare l'obiettivo per capire le ragioni tecniche della svolta nella poesia di Whitman perché il giovane poeta sentì la necessità di capire la sua "diversità". La sua impostazione culturale, anche se grezza, era di stampo positivistico e la risposta giunse da una pseudoscienza in uso in quei tempi: la frenologia.

È infatti documentata una visita alla quale il poeta si sottopose nel luglio del 1849 a New York, presso lo studio Fowler Wills di Nassau Street e non ha importanza se la nuova scienza veniva ormai presa in scarsa considerazione in Inghilterra negli ambienti intellettuali. Whitman non era un intellettuale e in quel momento della sua vita aveva particolarmente bisogno di credere e di avere una "spiegazione". Egli uscì dalla visita rincuorato e compreso e soprattutto con un termine nuovo e specifico che gli apriva un nuovo orizzonte emotivo e quindi anche creativo e poetico: adhesiveness, o attachment o più semplicemente friendship.

Infatti, secondo la frenologia, la capacità di espansione affettiva verso individui del proprio sesso dipendeva dal maggiore o minore sviluppo di una certa branca all'interno del cervello.

Così Whitman facendo proprio uno dei termini della frenologia, "adesività", riesce a costruirsi un sistema di riferimento che lo aiuta e lo difende e grazie a questa pseudoscienza consolatoria del suo tempo egli trovò la forza non solo di scrivere versi memorabili ma di pubblicarli.

 

[modifica] La lettera di R.W.Emerson

Il referto frenologico, che per Whitman assume con il passare del tempo sempre maggiore importanza, gli installa indubbiamente l'orgoglio di essere ciò che è, ma a dargli la forza di apporre il proprio nome sull'anonimo frontespizio della prima edizione, fu la lettera di elogio inviata da Emerson al giovane e anonimo collega.

Se quello che era da tutti considerato il più grande poeta americano ammira la sua poesia, Whitman pensa che in poesia egli avrebbe potuto essere se stesso fino in fondo e così, con la seconda edizione accresciuta del 1856, il poeta firma la sua opera. Emerson aveva portato a Whitman la crescita dell'autostima e lo aveva aiutato ad uscire allo scoperto su quei versi che riempiranno tutta la sua vita.

 

[modifica] L'omosessualità

Whitman morì nel 1892, ma per quasi un trentennio tutti gli accorgimenti possibili furono adoperati per nascondere o mitigare il fatto che il più grande e famoso poeta americano fosse omosessuale.

La parola non esisteva e lo stesso Whitman quando si sentiva provocato dall'argomento perché certi gruppi, soprattutto inglesi, dichiaravano di riconoscersi nella sua poesia per quella ragione, reagiva bruscamente. Egli voleva essere riconosciuto come la voce di un'America sana e vigorosa, pronta alla conquista, alla produzione e alla riproduzione.

In questo modo, Whitman per primo, negava che la sua ispirazione fosse nata fin dall'inizio dall'attrazione erotica per la forza fisica maschile e che solo in seguito questa attrazione fosse stata trasferita sulla nazione e canalizzata in un disegno poetico di portata molto più ampio.

Whitman inizia intonando l'inno più alto alla fisicità: "Oh, camerado, avvicinati! Tu e io finalmente, e noi due soli.| (...)| Oh, mano nella mano, è un piacere che fa rinascere! Ecco un altro che mi desidera e mi ama!".

Ma fu criticato, accusato, male interpretato e così si cercò da parte di tutti di mascherare la spinta omoerotica di Foglie d'erba, su indicazioni dello stesso autore, di edizione in edizione costretto ad una sempre maggiore prudenza, prima rendendo universale quel messaggio verso la fratellanza, quindi cercando di rendere in metafora quella "mano nella mano".

Riflettere quindi sulla poesia di Whitman significa anche riflettere su che cosa sia l'autocensura (dell'autore per primo, del critico e del traduttore). Se infatti analizziamo la sua poesia possiamo vedere le modifiche che i traduttori hanno fatto e quelle che egli fu costretto a fare per bilanciare, ad esempio, la chiaramente omoerotica Calamus, scrivendo i versi senza emozione di una intera sezione, come Figli di Adamo, che è una esaltazione dell'accoppiamento eterosessuale.

Una scelta coraggiosa da parte dell'autore che gli permise di continuare a pubblicare e assumere il ruolo dell'esaltatore dell'amore, ma anche una scelta ingenua e pavida perché ha consegnato ai lettori futuri anche dei brutti versi.

Nel mettere a confronto il testo originale con il testo che in seguito Whitman fu costretto a censurare (Attraversai una volta una città popolosa), non ci sarà più bisogno di alcun commento:

"Attraversai una volta una città popolosa, imprimendomi| nel cervello, per più tardi servirmene, gli esperti, le| architetture, gli usi e le tradizioni,| Ebbene adesso di tutta quella città ricordo appena un uomo| che, per amore mio, vagabondò con me,| Un giorno dopo l'altro, una notte dopo l'altra stavamo insieme! Tutto il resto da tempo l'ho dimenticato,| Ricordo, ripeto, soltanto un uomo rude e semplice, che quando| partii mi tenne per mano tanto a lungo, con labbra tremanti| tristi, silenziose".

"Attraversai una volta una città popolosa, imprimendomi| nel cervello, per più tardi servirmene, gli esperti, le| architetture, gli usi e le tradizioni,| Ebbene adesso di tutta quella città ricordo appena una| donna, che per caso incontrai e che mi trattenne| per amore sincero,| Un giorno dopo l'altro, una notte dopo l'altra si stava insieme| tutto il resto da tempo l'ho scordato,| Ricordo, ripeto, soltanto quella donna che appassionata a| me si stringeva, Di nuovo andiamo in giro, amiamo, di nuovo ci separiamo,| Di nuovo mi afferra per mano, e non mi lascia partire,| Me la vedo accosto, con quelle labbra tristi, che tremano| in silenzio."

 

[modifica] Bibliografia

  • Erkkila, Betsy, Whitman and the homosexual republic, In: Ed Folsom, cur., Walt Whitman: the centennial Essays, University of Iowa Press, Iowa City 1994), pp. 153-171.
  • Reynolds, David S., Walt Whitman's America: a cultural biography, Knopf, New York 1995.
  • (FR) Rivers, W. C., L'inversion de Walt Whitman, évidence nouvelle, "Archives d'anthropologie chriminelle", 1914, pp. 364-367. (Online in formato immagine).

 

[modifica] Altri progetti

 

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Walt Whitman (poetica)

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Il valore artistico dell'opera di Walt Whitman, poeta statunitense del '800, viene collocato - per la sua intrinseca grandezza - ad un alto livello, sul piano storico più ancora che su quello strettamente letterario. Con la forza e lo slancio della sua poesia, Whitman creò infatti le premesse di una poesia americana che, volgendo le spalle all'Atlantico, alla tradizione poetica consolidata, guardasse verso ovest, cioè verso il Pacifico.

Il suo verso, talmente in contrasto con gli schemi della tradizione (e caratterizzato da una prosa ritmica che solamente in pochi casi si modella in strofe chiuse) aprirà - in maniera assolutamente non convenzionale - orizzonti nuovi alla poesia europea e verrà preso ad esempio come prima innovazione verso cui la letteratura mondiale può considerarsi debitrice alla cultura americana da poco nata.

Indice

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Il tirocinio letterario [modifica]

Singolare e significativo fu il tirocinio letterario di Whitman.

Quando è ragazzo e lavora come fattorino in uno studio legale di Long Island, egli legge con entusiasmo i romanzi di Walter Scott e, qualche anno dopo, legge e rilegge le sue poesie.

Quando si inventerà il mestiere di giornalista deve fare delle recensioni e allora si imbatte in scrittori più moderni, come Emerson, Carlyle, Sand che forse con il suo romanzo Comtesse de Rudolstadt, gli ha offerto qualche spunto per l'immagine che egli cercherà di impersonare, quella del bardo-lavoratore.

Come ricorderà Whitman stesso nello Sguardo retrospettivo: "Più tardi, a intervalli, estate e autunno, ero solito andarmene per settimane di fila in campagna, o sulle spiagge di Long Island e fu là, tra le influenze dell'aria aperta che lessi l'Antico Testamento e il Nuovo Testamento, e assorbii (probabilmente in condizioni migliori che non in una biblioteca - il posto dove si legge ha una tale importanza) Shakespeare, Ossian, le migliori traduzioni che io potei procurarmi di Omero, Eschilo, Sofocle, le vecchie saghe tedesche dei Nibelunghi, gli antichi poemi dell'India, e due o tre altri capolavori, tra i quali Dante. M'accadde di leggere la maggior parte di quest'ultimo autore in un antico bosco. L'Iliade (nella traduzione in prosa di Buckley) la lessi per la prima volta integralmente sulla penisola d'Oriente, alla estremità nord-est di London Island, in un'insenatura di rocce e sabbia, con il mare tutto in giro. (Mi sono chiesto in seguito come fu che non mi sentii schiacciato da quei formidabili maestri. Probabilmente perché li lessi, come ho testé narrato, alla presenza della libera Natura, sotto il sole, davanti ad una visione illimitata d'infinite prospettive e alle onde del mare, che mi lambivano i piedi!)".

Si pensa che Whitman, così privo di qualsiasi preparazione storica e filologica, non abbia compreso molto di quegli antichi poeti, se non i passi di più facile comprensione e soprattutto quelli solenni che gli richiamavano la sua America.

Egli li lesse e senza dubbio li accolse per il loro valore estetico e musicale che la sua anima di poeta non poteva non comprendere.

Whitman era un uomo di grande curiosità, di molteplici interessi, di molte letture ma quasi sempre superficiali. Egli amava, più che altro, prendere spunti da notizie curiose dalle pagine dei giornali e, scoperto un articolo interessante, sottolineava le righe che facevano al caso suo e quando poteva, le ritagliava per portarle a casa. Questi ritagli andranno a costituire le sue fonti.

Senza dubbio ebbero un'importanza maggiore la scoperta dell'opera lirica italiana. Quando egli parla della musica e in particolare dell'opera il suo tono cambia e si percepisce che, in questo caso, egli parla di cose che conosce, che ha compreso e ricorda bene. Nei suoi versi sono frequenti gli accenni ad opere e a cantanti e il suo ritmo lo trovò quando, in un momento di entusiasmo musicale, iniziò ad usare come suo metro una specie di versetto biblico che sentiva capace di favorire le sue ambizioni di bardo.

La musica e tanti altri stimoli lo esaltavano ma ciò che gli permise di tradurre in versi il suo ardore fu la lettura di Emerson. Whitman restò folgorato dalla conferenza di Emerson sul "Poeta" e poi ne lesse quasi tutta l'opera. Disse: "Ero caldo, caldo, caldissimo; Emerson mi portò a bollore."

Egli infatti trova in Emerson, fra le altre cose, la fiducia in sé, la poesia della vita ordinaria e contemporanea, gli umori esaltati e positivi e il concetto di indirection, cioè l'"approccio per vie indirette", che non è un metodo ma una specie di tranquilla ipnosi che, attenuando le capacità percettive, rende però vigile l'intuizione e permette al filosofo-poeta di cogliere la verità.

 

L'anima dell'uomo e lo spirito della sua poesia [modifica]

E lo stupore di una analisi critica si fa più grande se si pensa che Whitman non aveva dietro a sé alcuna cultura e - anche se aveva letto Ossian, Omero, Dante, Rousseau, Shakespeare e la Bibbia - non aveva avuto nessuno che lo guidasse in queste letture; ma ne sentì ugualmente il fascino, in maniera tale che riuscì a tradurre in forma di spontaneo e personalissimo stupore ogni propria visione, pur rimanendo sé stesso, con tutta la sua immensa fiducia nella natura umana.

Whitman è - una volta di più - un contemplativo che possiede la rude ingenuità degli irregolari: è un ozioso che però fa i lavori più diversi senza distinzione tra quelli di intelletto e quelli manuali. È un autodidatta che, pur avendo concluso solo il ciclo di studi elementare, si nutre con voracità dei grandi libri della storia umana e assimila ogni cosa riuscendo a trasformarla in vita e in verso.

Concentrato sulla propria individualità ma aperto agli altri senza tregua, riesce ad essere uno e molteplice e ad esprimere nei suoi versi così diversi - vigorosi, teneri, enfatici - la sua gioiosa voglia di esistere.

 

Sulla nobiltà di ogni cosa [modifica]

Whitman ritiene che ogni cosa sia nobile, la malattia come la salute, la sconfitta come il trionfo e grazie ai suoi versi ogni cosa, anche quella più insignificante diventa solenne. Il poeta viaggia, ascolta, vede e osserva, non per conservare ma per raccogliere e diffondere e quando non viaggia con il corpo viaggia con la fantasia con la quale egli può osservare e cogliere in un abbraccio tutta l'umanità.

Assertore convinto di una poesia nuova, pioniere di una letteratura innovativa, Whitman va visto come l'uomo destinato a proporre e a formulare tematicamente ai suoi connazionali una nuova mitologia, dalla quale avrebbe dovuto prendere le mosse una nuova poesia. Vuole gridare ai suoi connazionali che una vita nuova li attende e che quella vita deve essere creata dagli americani con una autentica democrazia, "nella quale ogni individuo sia una legge e tutti insieme una serie di leggi che permettano il governo dell'universale nella condizione della più ampia libertà immaginabile".

 

La poetica di Whitman e l'Europa [modifica]

L'opera di Whitman giunse in Europa nel momento del maggior travaglio romantico del secondo Ottocento e parve agli europei il massimo dell'espressione nuova. Whitman lancia il verso libero e questo non tanto per amore di novità o per profonde influenze giunte alla sua poesia, ma perché ciò gli era istintuale e sentiva che quello era il mezzo espressivo più immediato che possedeva per meglio essere compreso.

I poeti europei - da D'Annunzio a Marinetti a Ungaretti e a André Breton - imiteranno più tardi il verso libero di Whitman, ma l'anti-letterarietà, il modo di scivolare dalla delicatezza alla gravità e alla cruda parola, sarà un modo che solamente gli americani del XX secolo saranno in grado di ripetere.

Whitman fu considerato dai simbolisti francesi un poeta "moderno" ed i primi ad ammirarlo furono Pound, Eliot e Auden.

 

Il verso libero come spazio [modifica]

Nei suoi versi non esiste ordine metrico e il verso si allunga, diventa spazio, per dare modo all'esuberanza dello spirito di ampliarsi e non esiste tecnica per frenare un'anima in tumulto, come è quella del poeta.

Whitman non considera la sua poesia come prodotto di elaborazione culturale ma come impulso di partecipazione. Per il poeta la cultura è natura e il mondo è un'enciclopedia, il cosmo la sua biblioteca ed egli può permettersi tutto ciò perché, come esponente della nuova umanità americana, non ha necessità di una identificazione e non deve fare i conti con il passato.

Pur non curandosi troppo degli aspetti letterari e delle sue regole, Whitman compie istintivamente una rivoluzione estetica e porta la poesia verso la prosa. Mentre egli è intento a realizzare un'opera incentrata sul messaggio del contenuto rivela nuovi orizzonti formali e mette in discussione la funzione del verso tradizionalmente inteso.

La poesia di Whitman, sospesa tra il poemetto in prosa e il verso libero, può concedersi la libertà di creare allitterazioni, assonanze, consonanze senza essere schiava della rima e può accelerare, rallentare e anche fermarsi senza dover rimanere nei confini restrittivi della strofa o della metrica.

Il verso che egli adotta è quasi sempre il verso lungo che ha l'andamento biblico e se nella sua poesia esiste comunque un ritmo, a creare questa funzione ritmica sono le enumerazioni, le ripetizioni e soprattutto le anafore. Nei suoi versi esiste una varietà di sentimenti spirituali immensa: c'è un Whitman oratorio e maestoso e un altro sommesso ed elegiaco, c'è il cantore della vasta natura e quello delle piccole cose.

È quel Whitman un poeta eroico che non teme di essere preso per un esaltato perché sente di poter rappresentare il desiderio di ogni altro uomo, egli è il popolo e al popolo si rivolge nella convinzione che ogni gesto, ogni istante, ogni cosa merita di diventare poesia.

 

Voci correlate [modifica]